
Quattro reduci del tragico naufragio del 3 ottobre a Lampedusa, che costò la vita a oltre 350 persone, sarebbero giunti martedì alla dogano italo-svizzera di Chiasso-Brogeda, secondo quanto ha riferito oggi la RSI. Ma sia da parte delle Guardie di confine elvetiche che dai funzionari della dogana di Como arrivano solo smentite. "Non è possibile" ci dicono praticamente in coro.
"Non abbiamo registrato nessun arrivo proveniente da quellaa sfortunata spedizione" ha affermato in veste ufficiale a Radio 3i il portavoce delle Guardie di confine, Davide Bassi. "Chi sbarca alle coste del Sud Italia impiega mesi, se non anni, prima di raggiungere il nostro confine. Molte delle persone che vengono scoperte nel Mendrisiotto dai nostri agenti parlano magari già l'italiano, fingono in un primo momento di non capire, ma poi salta a galla chiaramente che hanno soggiornato per lungo tempo su territorio italiano."
Bassi ridimensiona pure le paure su un possibile assalto ai nostri confini di coloro che hanno raggiunto, o stanno raggiungendo in questo periodo, le coste di Lampedusa. "Ci sarà un aumento degli arrivi, ma non sarà un aumento grave" ha spiegato. "Probabilmente raggiungeremo le 170-180 unità settimanali. Ma, così per dare un'idea, nel mese di marzo di quest'anno abbiamo avuto in un mese 700 soggiorni illegali."
Settimana scorsa, i soggiorni illegali scoperti dalle Guardie di confine in Ticino sono stati 130. Tra di loro, nemmeno un eritreo. "Le nazioni che la fanno da padrone sono Algeria e Marocco, quindi quelle del Maghreb."
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