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Ticino
Chiasso: cosa succede al TrenHotel?
Redazione
13 anni fa
Mentre sorgono dubbi sull'estetica del progetto, un rapporto di minoranza invita a bocciare il progetto: "Chiasso città turistica? Irrealizzabile"

Si scaldano gli animi, a Chiasso, attorno al TrenHotel, il progetto alberghiero voluto dal Municipio in vista di Expo 2015.

A destare qualche perplessità, in questi giorni, è la pubblicazione di una nuova immagine di quello che sarà il treno-albergo: i vagoni, dall'aria decisamente vecchia, non sono più gli stessi di quelli nuovi fiammanti presentati in un primo tempo. Come mai questo cambiamento?

Ma più che l'estetica, al momento, a far discutere è il messaggio municipale che il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare nella sua seduta del 24 febbraio. Un messaggio che comprende un credito di 2'376'000 franchi per l'investimento, uno di al massimo 841'000 franchi per la gestione del TrenHotel, uno di 300'000 franchi per la copertura di un eventuale disavanzo, nonché la costituzione di un fondo nel quale depositare eventuali utili dell'operazione, da utilizzare poi per la promozione turistica di Chiasso.

Pochi giorni fa è stato presentato il rapporto di maggioranza della Commissione della gestione, che invita ad approvare i crediti. I sette firmatari, Gianandrea Mazzoleni, Sirio Balerna, Walter Baumgartner, Fernando Buzzi, Davide Capoferri, Marino Mini e Mariano Musso, ritengono importante questo progetto, che è partito nel 2009, definendolo "uno dei più interessanti che prenderanno forma in Ticino", nonché "l'unico progetto del suo genere che sarà realizzato sul territorio svizzero in concomitanza con Expo 2015."

I commissari, invitando il Municipio a cercare contributi e sponsor affinché la parte a carico del comune sia la minore possibile, chiedono quindi di approvare i crediti per il TrenHotel.

Altri due commissari, Giorgio Fonio e Daniele Canova, hanno però presentato oggi un rapporto di minoranza, dalle conclusioni totalmente divergenti.

Fonio e Canova, pur ritenendo interessante l’idea di proporre qualche cosa di attrattivo in vista della manifestazione universale Expo 2015, considerano irrealizzabile l'idea del Municipio di riconvertire Chiasso in una città turistica. "Chiasso è da sempre una via di transito e la sua ricchezza si è da sempre fondata sul pendolarismo e sui rapporti transfrontalieri" scrivono.

Ma più che la visione di una Chiasso turistica, i commissari di minoranza contestano il messaggio municipale, che nel piano finanziario allegato cita già il nome della ditta che, per un milione di franchi, si occuperà di realizzare la tendostruttura. Un aspetto già finito al centro di un'interrogazione di PS e PPD, cui il Municipio aveva risposto sostenendo di non avere ancora assegnato alcun mandato.

Fonio e Canova tornano però alla carica sul presunto mandato milionario, in quanto vogliono sapere se sia stato attribuito tramite incarico diretto o concorso pubblico. Inoltre, sostengono i due, "visto che nel messaggio non viene nemmeno data alcuna informazione in merito alle voci di spesa che compongono questo esborso pari a un milione di franchi, viene preclusa di fatto ogni possibilità d'analisi per rendere plausibile la voce di spesa più importante dell'intero progetto."

"Non è un mistero che le finanze chiassesi si trovino in forte difficoltà" scrivono Fonio e Canova. "La dimostrazione di quanto da noi asserito la troviamo nelle proposte presentate nel messaggio municipale sul preventivo 2014, tra le quali troviamo per esempio il reinserimento di una tassa di refezione per gli alunni della scuola dell’infanzia, l’adeguamento dei prezzi di entrata alla piscina comunale, l’aumento del prezzo delle flexicard. Non da ultimo è stato proposto un aumento del moltiplicatore di 5 punti percentuali. Inoltre è contraddittorio che un comune che lancia progetti dalla dubbia portata turistica dimezzi per motivi di risparmio la sua partecipazione presso la Fondazione delle Gole della Breggia, che dal profilo turistico rappresenta per il basso mendrisiotto un apprezzato biglietto da visita."

Secondo Fonio e Canova, nel messaggio municipale sul TrenHotel non si capirebbe il reale coinvolgimento economico del Comune. "Se i ricavi preventivati non dovessero coprire i costi, chi pagherebbe la differenza se non il Comune stesso?"

Infine i due consiglieri comunali contestano la tempistica del messaggio, "giunto in zona Cesarini".

"Se dal punto di vista formale, la trasmissione del messaggio è conforme a quanto sancito dalla LOC" scrivono i due, "questa tempistica ha impedito la possibilità di approfondire con la dovuta perizia il contenuto del documento. Lo stesso avrebbe dovuto essere pubblicato al più tardi lo scorso autunno permettendo un’analisi appropriata e la possibilità di confrontarsi e di chiarire i diversi punti senza indebite pressioni."

"Questo ritardo mette a rischio la buona riuscita del progetto" concludono Fonio e Canova, "in quanto basterebbe un ricorso o una raccolta di firme per metterne in forse la realizzazione. D’altro canto non si possono precludere dei diritti democratici sanciti dalla costituzione solo perché dopo 4 anni di studi e apprendimenti si è arrivati a presentare il messaggio all’ultimissimo momento."

I due commissari invitano quindi a respingere il messaggio. Il responso del Consiglio comunale, come detto, il prossimo 24 febbraio.

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