
"NO alla Riforma III e NO alla Lacd: un chiaro messaggio del popolo all’arroganza dei partiti di maggioranza". Queste le parole scelte dal Partito socialista ticinese per titolare la loro presa di posizione sull'esito del voto odierno.
Il rifiuto della Riforma III dell’imposizione delle imprese, per i socialisti ha mostrato «il cartellino rosso» alla politica fiscale e finanziaria portata avanti dalla destra: "un NO deciso e inappellabile ai privilegi offerti alle multinazionali e alle grandi imprese a danno della popolazione. (...) Con questo No, il popolo ha espresso un chiaro messaggio al Consiglio Federale, al Parlamento: la politica fiscale e finanziaria portata avanti dai partiti di maggioranza non è accettabile."
Un risultato che secondo il PS comporterà una "svolta dell’attuale legislatura", poiché "l’arroganza della destra e gli smisurati mezzi economici delle lobby economiche non ha avuto la meglio sulla capacità di giudizio della popolazione. Questo risultato netto e chiaro implica anche un messaggio per il Ticino, in cui il PS e la sinistra si sono battuti da soli contro la Riforma III, contrariamente a quanto avvenuto nel resto della Svizzera. Le forze di maggioranza del Canton Ticino devono orientare la propria politica al volere espresso in modo inequivocabile dal popolo Svizzero."
Accolto ovviamente con favore anche il Sì alla naturalizzazione agevolata, definito una "buona notizia": "Un messaggio positivo ai concittadini più integrati, nati e cresciuti in Svizzera e che pagano le imposte nel nostro Paese. Verranno d’ora in poi integrati a una procedura di naturalizzazione facilitata che il nostro Cantone, va ricordato, riconosce già anche per gli stranieri di 2a generazione."
Il Sì a FOSTRA, secondo il partito diretto da Igor Righini, peserà invece sulle finanze della Confederazione "poiché, ogni anno, verranno prelevati direttamente 600-700 milioni in un periodo in cui i partiti di maggioranza stanno già portando avanti dei pacchetti finanziari di risparmio. Oltre a non risolvere i problemi di mobilità, FORTA comporterà un problema per le finanze della Confederazione". Il PS ritiene che "vadano trovate delle compensazioni attraverso delle entrate e non solo con ulteriori tagli e misure d’austerità."
Le votazioni cantonali
"Il NO ha vinto contro una politica aspra e dura attuata dai partiti di maggioranza e dal Consigliere di Stato, responsabile del DSS, Paolo Beltraminelli. I Ticinesi hanno rifiutato che gli utenti dei servizi di assistenza e cura a domicilio facciano le spese di tagli e misure di risparmio." Per il PS il messaggio espresso dal popolo ai partiti di maggioranza è chiaro, "le risorse vanno cercate altrove" e l’esito di questo voto dimostra "che i partiti di maggioranza devono essere più attenti ai bisogni della popolazione".
Considerando che il 47,5% dei Ticinesi si è comunque espresso contro i tagli agli assegni integrativi per i figli e ai sussidi cassa malati, i socialisti invitano i partiti di maggioranza a correggere la loro linea politica, considerando "una maggiore attenzione ai bisogni della popolazione.""I fatti - prosegue il partito nella nota diffusa ai media - dimostrano che i tagli alla socialità non sono una soluzione. Dal 2014 ad oggi sono stati tagliati 55 milioni nella socialità mentre i beneficiari dell’assistenza, da inizio 2014 a ottobre 2016, sono passati da 6'000 a 8'000 Durante questa campagna, i partiti di maggioranza hanno più volte sostenuto che non ci saranno più ulteriori tagli alla socialità. Il Partito Socialista ribadisce che queste promesse vanno assolutamente mantenute."
Menzione finale per la votazione riguardante la giustizia cantonale: "Il Consiglio della Magistratura ha scritto che senza la diminuzione del carico di lavoro, la riduzione dell’organico dell’Ufficio dei provvedimenti coercitivi non è sostenibile. Il PS teme le conseguenze dell’esito del voto sulla qualità della giustizia e che la popolazione debba comunque pagarne il prezzo."
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