
Chi va in piazza contro l’aumento dei premi di casse malati? Alla proposta lanciata dai Verdi, tra i partiti, c’è il sì convinto della Lega dei ticinesi. “Noi ci siamo”, così il presidente Giuliano Bignasca ha scritto ieri sul Mattino. “Siamo indignati per quello che sta accadendo”, dice il presidente pipidino Giovanni Jelmini “ma vogliamo riflettere su quale sia la risposta migliore. Ne parleremo al nostro interno. Non escludo nulla”. Anche Walter Gianora è attendista: “Voglio capire quel che bolle in pentola – dichiara – poi decideremo. Ma scendere in piazza non basta, bisogna mettersi a un tavolo e discutere le soluzioni reali per risolvere i problemi dei cittadini ed abbassare i costi della salute”. “Non abbiamo niente in contrario contro questa manifestazione”, argomenta Pierre Rusconi. “Rifletteremo. Ma più che scendere in piazza vorremmo entrare nelle cassa forti degli assicuratori malattia”. Il partito socialista deciderà settimana prossima. “È una buona idea – dice la vicepresidente Pelin Kandemir – a patto che la manifestazione sia accompagnata da proposte concrete. Penso in particolare all’iniziativa che il PS nazionale sta per lanciare sul tema”. E ora la posizione dei sindacata. UNIA ne discuterà mercoledì: “Mi sembra una manifestazione legittima”, dice il segretario Saverio Lurati. “I giovani è la seconda stangata di fila che prendono in pochi giorni, dopo la votazione sull’assicurazione disoccupazioni. Si sta creando una spaccatura fra generazioni, in questo paese”. “Se la manifestazione serve a sensibilizzare la popolazione ci può anche stare”, dice il segretario dell'OCST Meinrado Robbiani. “Ma più che la piazza serve mettere attorno a un tavolo tutti gli attori della sanità, per intervenire alla radice del problema: i costi della salute Un problema molto complesso”. Sì convinto da parte del leader delle officine di Bellinzona Gianni Frizzo: “Sono favorevole, bisogna scendere in piazza altrimenti continuiamo a subire le decisioni e basta. Non vedo altra soluzione a ribellarsi”. Entusiasta anche il presidente dell’Ordine dei Medici Franco Denti: “Io ci sto – argomenta – è giusto che i medici siano a fianco dei cittadini e pazienti in questa battaglia. Saremo con loro per manifestare il disagio di tutto il Ticino”. AELLE
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