
È nel tentativo di trovare una soluzione a una questione irrisolta da ormai più di dieci anni che il Municipio di Melano e quello di Arogno hanno recentemente inviato due distinte missive al cancelliere dello Stato.
Stiamo parlando dello statuto fiscale dei cittadini di Campione d'Italia che risiedono in Ticino, i quali non sono tenuti a pagare le imposte agli enti locali in questione.
Un problema che Melano e Arogno, ma anche altri Comuni del Basso Ceresio, giudicano "non di poco conto", dato che si tratta di mancati introiti per le casse comunali.
E così, come riferisce oggi il Giornale del Popolo, dopo il recente incontro tra il Consiglio di Stato e una delegazione della giunta municipale dell'enclave italiana in territorio svizzero, i due Municipi hanno preso carta e penna ed hanno scritto al Cantone per sollecitare una soluzione.
"Le ultime cifre che abbiamo a disposizione parlano di almeno 30 contribuenti che vivono nel Comune, che pagano l'acqua potabile e la tassa sui rifiuti, ma che usufruiscono di tutti gli altri nostri servizi senza pagare" spiega al GdP il sindaco di Melano, Daniele Maffei. "Anche gli ultimi redditi a noi noti, all'epoca, non erano di poco conto, anche se va detto che, con l'andamento attuale del casinò, la situazione ora potrebbe essere diversa."
Fino alla seconda metà del decennio scorso, ricorda il GdP, il Cantone versava ai Comuni una compensazione per i mancati introiti sulle imposte dirette, di 5'000 franchi per i nuclei familiari, di 1'500 per le persone celibi o nubili.
Poi il contributo è stato abolito, ma il problema non è mai stato risolto. "L'ultimo scambio epistolare in merito (con il Governo, n.d.r.) risale a dicembre 2014, quando era stato chiesto ai Comuni interessati di trasmettere l'elenco dei campionesi che risiedevano a Melano e lavoravano a Campione d'Italia" osserva il Municipio di Melano. "Da allora purtroppo non abbiamo più ricevuto comunicazioni. Visto che il tema concerne un discreto numero di Comuni e l'aspetto finanziario non è sicuramente da sottovalutare, auspichiamo che venga fatta chiarezza e trovata una soluzione all'annosa questione, tenuto anche conto che le prime rivendicazioni dei Comuni risalgono ad oltre dieci anni fa."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

