
L’Osservatorio della vita politica regionale (Ovpr) dell’Università di Losanna ha presentato oggi a Bellinzona un nuovo studio sull’analisi del voto relativo all’iniziativa popolare ‘contro l’immigrazione di massa’ del 9 febbraio 2014. In particolare, l’analisi si concentra sul voto avvenuto nel Ticino, il cantone svizzero in cui l’iniziativa ha avuto maggiore sostegno.
Lo studio si è avvalso di un’inchiesta d’opinione rappresentativa realizzata presso 1.400 cittadini ticinesi nei giorni successivi allo scrutinio.
Tra i sostenitori dell’iniziativa spiccano la volontà di limitare l’afflusso di stranieri e di asilanti e la convinzione che vi siano in Svizzera e in Ticino troppi immigrati; i timori legati alla presenza di frontalieri in relazione alla concorrenza sleale, alla disoccupazione dei residenti e ai problemi viari, la volontà di mandare un messaggio alle autorità federali. Fra gli oppositori ha invece prevalso l’opinione che l’iniziativa non fosse in grado di risolvere i problemi pur presenti, che fosse ‘troppo estrema’ o che la sua accettazione potesse avere conseguenze negative per la Svizzera nelle sue relazioni con l’Unione europea.
Dall’inchiesta traspare che a dividere i sostenitori e gli oppositori all’iniziativa sono una diversa percezione del ruolo dei frontalieri, degli stranieri e dei richiedenti l’asilo. Allo stesso tempo l’analisi mostra anche che non esiste un’ostilità di principio da parte della grande maggioranza dei cittadini ticinesi nei confronti di queste persone.
Dallo studio risulta che a sostenere in modo più importante l'iniziativa è stato chi dispone di un livello di formazione medio-basso, chi esercita un lavoro domestico non retribuito oppure chi è occupato come lavoratore dipendente (impiegato, operaio). Hanno invece sostenuto meno l’iniziativa i giovani in formazione e le persone con diplomi universitari, mentre il sostegno si è espresso in misura simile fra gli uomini e le donne.
A pronunciarsi in misura minore per il sostegno all’iniziativa sono stati gli elettori socialisti (22,2% di Sì), mentre la proposta è stata plebiscitata dagli elettori della LEGA (98,3%) e dell’UDC (97,3%). La maggioranza degli elettori liberali-radicali (60,5%), popolari democratici (61,8%) e dei Verdi (63,6%) ha ugualmente sostenuto l'iniziativa.
Lo studio ha rivelato che fra i fautori dell’iniziativa è forte la tendenza ad attribuire fiducia ai politici ticinesi, assai meno invece al Consiglio federale. Ciò suggerisce come il voto a favore dell’iniziativa non è stato solo un voto di defezione o protesta, ma anche una potenziale delega nei confronti di specifici attori, in particolare i rappresentanti politici ticinesi.
A conferma di tendenze già emerse nel passato in occasione di votazioni federali, a dividere fautori e contrari all'iniziativa 'contro l'immigrazione di massa’ è anche la diversa valutazione dei rapporti con Berna e la Lombardia. A sostenere l’iniziativa sono soprattutto coloro che ritengono il Ticino una periferia vulnerabile, poco considerata parte della Confederazione e messa sotto pressione dalla vicinanza con la Lombardia. Al contrario, gli oppositori percepiscono i rapporti con Berna e la Lombardia più all’insegna delle opportunità per il Ticino.
Per chi fosse interessato lo studio è disponibile all’indirizzo www.unil.ch/ovpr/tsp61.
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