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Chi ha tempo non aspetti tempo
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Chi ha tempo non aspetti tempo
Redazione
7 anni fa
Alle elezioni federali mancano ancora diversi mesi, ma molti partiti devono difendere il loro seggio...

Chi ha tempo non aspetti tempo. Alle elezioni federali mancano ancora diversi mesi, eppure un partito è già uscito allo scoperto. Stiamo parlando del PS che ha fatto sapere che al consiglio degli Stati candiderà la presidente del consiglio nazionale Marina Carobbio. Se i socialisti sono gli unici ad avere sciolto le riserve, non sono certamente i soli ad aver già fatto qualche calcolo in vista di ottobre. Anzi.

Partiamo dai partiti a cui tocca l’onere e l’onore di difendere il seggio. Il PLR, orfano (si fa per dire) di Fabio Abate, sembra avere le idee chiare. Da mesi in fatti si dà per certa la candidatura del consigliere nazionale uscente Giovanni Merlini. Qualche rumors parlava anche di Laura Sadis: l’ex consigliera di Stato in grado di guadagnarsi il voto delle donne e della sinistra, piuttosto utile in caso di ballottagggio. Ma l’ipotesi resta, al momento, quantomeno remota.

Anche il PPD ha un seggio da difendere: con le unghie e con i denti, viste le percentuali non proprio gloriose degli ultimi anni. Se l’uscente Filippo Lombardi chiederà una seconda deroga, è probabile che la riceva. I vertici, interpellati da TeleTicino, si sono limitati ad un laconico: "ne stiamo discutendo con il diretto interessato".

Da ultimi c’è la Lega: da anni a caccia di un agognato seggio nella camera alta. Un seggio per il quale nelle ultime elezioni federali ha sempre presentato un outsider. Otto anni fa era toccato a Sergio Morisoli, fresco di divorzio con il proprio partito storico, il PLR. Obbiettivo fallito. Come fallito era stato quattro anni fa l’assalto al fortino da parte dell’avvocato, quasi sconosciuto alla politica, Battista Ghiggia. Ghiggia, all’epoca aveva ottenuto un più che lodevole 39.10%. Poi di lui, sempre politicamente parlando, si è persa ogni traccia. Qualcuno dice che potrebbe essere una carta da giocare anche stavolta.

La differenza tra quattro anni fa e adesso è che allora la Lega non aveva nulla da perdere. Questa volta sì. Non bastasse sul tavolo c’è anche il celebre l’accordo con l’UDC. Un patto che prevede che per gli stati al primo turno corrano sia un democentrista che un leghista, ma soltanto chi otterrà più preferenze si presenterà al ballottaggio. Alleati, ma pur sempre rivali. E a nessuno piace arrivare secondo. La Lega insomma potrebbe decidere di calare l’asso: nelle ultime settimane i rumors parlano insistentemente di Claudio Zali, ma dalla Lega è già arrivata una smentita ufficiale.

Chi ha tempo non aspetti tempo. Ma in via Monte Boglia, prima di prendere qualsiasi decisione attendono l’8 aprile. E sono sicuramente in buona compagnia.

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

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