
L'associazione ErreDiPi si dice molto soddisfatta di come i dipendenti pubblici stanno rispondendo all'appello per lo sciopero indetto dai sindacati per il prossimo 29 febbraio. Finora sono 31 le sedi scolastiche e le associazioni che hanno deciso di aderire. Tra queste vi sono il servizio medico psicologico di Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio; l'Organizzazione Sociopsichiatrica cantonale; la sezione della circolazione; le scuole comunali di Arbedo, Riviera, Capriasca, Canobbio, Coldrerio, Terre di Pedemonte, Intragna e Onsernone; le scuole medie di Bellinzona 1, Bellinzona 2, Breganzona, Canobbio, Caslano, Castione, Giubiasco, Losone, Morbio Inferiore, Pregassona, Viganello; i licei Lugano 1, Lugano 2, Lugano 3, Bellinzona (Mendrisio e Locarno decideranno a breve); la Scuola cantonale di commercio.
Perché si sciopera
I lavoratori del settore pubblico e parapubblico incroceranno le braccia affinché il Cantone rinosca il rincaro. Rincaro che "non è un aumento dello stipendio", ricorda ErreDiPi. "È l'unico modo, quando i prezzi aumentano, per far sì che il salario reale non si abbassi". L'associazione fa inoltre notare che il Ticino è l’unico cantone che rifiuta di adeguare gli stipendi dei propri dipendenti al costo della vita, pur non essendo l’unico che prevede per il 2024 un esercizio negativo (ce ne sono altri 16). "Il vero problema del Ticino sono i salari troppo bassi, non il pareggio di bilancio", sostiene ErreDiPi. "E non si risolve certo il problema dei salari bassi intaccando il potere d'acquisto del ceto medio". Infine si chiede che non si vadano ad intaccare quantità e qualità dei servizi offerti alla popolazione. Si chiede quindi di rinunciare a rendere strutturale la non sostituzione del 20% del personale partente e a estenderla alla scuola.

