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Redazione
12 anni fa
Tre visioni divergenti, negli editoriali dedicati all'addio di Laura Sadis sui tre quotidiani ticinesi di oggi

Che effetti avrà per il PLR, alle elezioni cantonali del 2015, l'addio di Laura Sadis? È quanto tutti si chiedono ora, dopo l'annuncio della consigliera di Stato di non voler ricandidarsi, a causa del clima difficile creatole attorno anche dal suo stesso partito.

Ovviamente questa domanda se la pongono pure gli editorialisti dei tre quotidiani ticinesi, che oggi dedicano ampio spazio alla partenza della direttrice del DFE. E che sul futuro del Partito liberale radicale hanno tre visioni divergenti.

"Bando alle ipocrisie" scrive il condirettore del Corriere del Ticino, Fabio Pontiggia. "Vincere e, nel giorno stesso della vittoria, annunciare di non voler più correre per la rielezione nell'Esecutivo, poiché il clima politico in generale e quello all'interno del partito in particolare sono divenuti irrespirabili è, per un ministro, un gesto notevole."

"Si può condividere o meno la sua linea politica e il suo metodo" proseuge Pontiggia. "La si può criticare per quanto è riuscita a realizzare in oltre sette anni di presenza in Governo e per quanto invece non ha saputo concretizzare. Ma in ogni caso va riconosciuto in tutta onestà che la rinuncia alla candidatura (con rielezione praticamente certa), in largo anticipo sul termine imposto dal pressing del presidente Rocco Cattaneo, non è da tutti. Al contrario: la coerenza e il coraggio sono merci sempre più rare in politica."

Pontiggia si sofferma poi sull'importanza della duplice vittoria di ieri per Laura Sadis, la quale ha condotto la campagna praticamente da sola. Infine torna sull'addio, ricordando come lo stesso pone due questioni di fondo: il nostro sistema fondato sulla concordanza scricchiola sempre più per lasciare spazio alla logica del tutto contro tutti, e la dialettica interna al PLR non riesce ancora a togliersi di dosso i panni della faida che continua a mietere vittime. "Tutto questo pone l'ex partitone in una condizione particolarmente difficile in vista del 2015" conclude Pontiggia.

Anche il Giornale del Popolo dedica un editoriale all'addio di Sadis, firmato dal vicedirettore Gianmaria Pusterla e intitolato "Quale stagione si apre per il PLR?"

"In questo momento non si capisce bene se abbia fatto più un favore a se stessa o al suo partito" scrive Pusterla, che ricorda il desiderio del presidente Rocco Cattaneo di puntare al rinnovamento del partito. "Letta così, la rinuncia di Sadis fa il gioco di Cattaneo e della sua visione sul futuro del partito. Se poi tale impostazione si rivelerà davvero vincente ancora non è dato sapere."

Per Laura Sadis, secondo Pusterla, il fatto di non dover più essere la "bandiera" dell'anima radicale rappresenterà un alleggerimento, "tenuto conto che in quella pelle non si è mai trovata a suo agio."

"Un abito cucitole addosso" afferma Pusterla, "per affrontare in duello Marina Masoni in quella campagna elettorale del 2007 che ha segnato un rientro in forze della corrente radicale ai vertici del partito, provocando sconquassi manifestatisi poi con la perdita della maggioranza relativa nelle successive elezioni del 2011."

Pusterla dà atto alla consigliera di Stato di aver colto "uno degli andazzi più preoccupanti cui assistiamo in Ticino", ossia la perdita di coerenza. E per quanto riguarda il PLR, l'editorialista del GdP sottolinea come Cattaneo abbia imboccato una strada che sembra volersi scostarsi dalle logiche di potere che hanno contraddistinto gli ultimi anni del partito. "Se sarà così ben venga, anche se i coltelli sotto il tavolo sono sempre affilati..."

Su La Regione, infine, è il direttore Matteo Caratti a proporre il suo editoriale, dal titolo "La lezione di un addio".

L'annuncio della consigliera di Stato, scrive Caratti, "è giunto come un fulmine a ciel sereno, un fulmine che ha persino fatto slittare in secondo piano tutti e sette i temi in votazione."

"Laura Sadis esce di scena forte, con fresca in tasca la vittoria in due importanti votazioni" prosegue il direttore de La Regione. "Col suo addio risponde così alla nuova presidenza PLR che ha fatto di tutto e di più per mostrare anche in pubblico i dissidi interni. Un addio prova del nove (dolorosa) che la consigliera liberale-radicale non è mai stata una ministra incollata alla poltrona, ma seriamente interessata a risolvere i problemi del Cantone."

"Che dire?" continua Caratti. "Che effettivamente, in otto anni, il modo di far politica in genere e le dinamiche interne al PLR sono radicalmente cambiati. (...) In Governo sono stati eletti ministri in perenne campagna elettorale: Gobbi, Zali (prima Borradori) e Beltraminelli. Politici molto impegnati sul fronte pubblico a far sapere cosa stanno facendo anche attraverso le nuove tecnologie, mentre lei Laura Sadis (come del resto il suo collega Bertoli) sono fatti di un'altra pasta, interessata più al fare che all'apparire."

Caratti ricorda come, dopo la vittoria contro Marina Masoni, Laura Sadis è stata "l'uomo forte del PLR". "Ma poi, con la perdita da un lato della maggioranza relativa in Governo da parte del PLR nella seconda legislatura e il cambiamento di due presidenti, anche il vento all'interno del suo PLR è cambiato, portando agli ultimi scontri pubblici."

"Ora per il PLR, orfano di una onesta, tenace e (troppo) modesta signora ministra, la strada del raddoppio è più che mai in salita e le sirene del populismo ancor più allettanti" conclude Caratti. "Speriamo di sbagliarci".

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