
Diciamolo subito: il lungo weekend pasquale ha regalato più sorrisi che lamenti al turismo ticinese. A prevalere tra gli operatori del settore a bocce quasi ferme è infatti la soddisfazione. E forse in pochi ci avrebbero scommesso, dopo la partenza falsa di sabato mattina che ha visto il serpentone di auto incolonnate al portale nord del San Gottardo manovrare fra decine di centimetri di neve, l’Alto Ticino imbiancato come in pieno inverno e il resto del cantone fare i conti con la pioggia. Il bilancio, invece, è tutto sommato positivo.
«Per questa Pasqua, che non poteva essere paragonata per più motivi a quella da record del 2017, la clientela ha risposto bene» conferma Lorenzo Pianezzi, presidente di hotelleriesuisse Ticino, al Corriere del Ticino. «Chi si attendeva il tutto esaurito – prosegue – non capisce molto le dinamiche del turismo. E in tal senso un’occupazione del 75% circa negli alberghi dei centri e del 50-60% nelle valli è da ritenere in linea con le aspettative». Per Pianezzi la tre giorni festiva appena trascorsa – e chiusasi con la tradizionale colonna di controesodo al portale sud del San Gottardo che ha sfiorato gli 8 chilometri nel pomeriggio – deve inoltre servire per lanciare un chiaro messaggio: «Dobbiamo smetterla di subire questa sorta di meteoropatia e abituare il turista a un concetto differente. Ossia che il Ticino ha molto da offrire anche con il maltempo e in questo lungo weekend vi sono stati due casi eclatanti: la mostra di Picasso al LAC di Lugano e l’opera di Oppy De Bernardo in piazza Grande a Locarno».
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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