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Ticino
"Che tristezza in Ticino"
"Che tristezza in Ticino"
"Che tristezza in Ticino"
Redazione
11 anni fa
Il Blick pubblica un reportage sul turismo nel nostro Cantone. "Troppe pecore nere tra gli operatori turistici"

"Tristezza im Ticino". Il titolo a caratteri cubitali del reportage sul nostro Cantone pubblicato oggi dal Blick non lascia spazio a interpretazioni: il panorama turistico del nostro Cantone è desolante.

Lo dimostrano i dati dei pernottamenti, in continuo calo, ma anche i pareri dei sempre meno numerosi turisti che vengono a trovarci. Tanti lamentano un Ticino diventato molto caro e poco ospitale, addormentato sugli allori dei tempi che furono.

Il reportage del Blick inizia dalla piazza di Ascona, grigia e vuota. "Da oltre trent'anni suono in strada qui" spiega il musicista Thomas Troll, che si esibisce con il suo corno delle Alpi. "Una volta la musica di strada era gratis e il mio cappello si riempiva in fretta. Oggi devo pagare 500 franchi all'anno per la licenza e raccolgo solo le briciole."

A parlare sono poi alcuni albergatori, unanimi nel definire la situazione attuale "un disastro".

"Non solo i tedeschi ci abbandonano, ma anche gli svizzero tedeschi" afferma ad esempio Massimo Perucchi, presidente di Hotelleriesuisse Ascona-Locarno. "Vanno all'estero, dove è più conveniente, o restano a casa. Perché anche lì ci sono il sole e dei bei laghi."

Anche Luca Reggioni, proprietario del campeggio Piccolo Paradiso di Avegno, lamenta un continuo calo di turisti. A suo dire le cause sono da ricercare nel franco forte, ma anche nel peggioramento dell'ospitalità: "Dipende soprattutto da personale straniero che non sa vendere la regione con fierezza patriottica."

A prendere la parola, infine, è il caporedattore del giornale d'Oltralpe, Peter Röthlisberger. Nel suo editoriale scrive di essere teoricamente un grande fan del Ticino, ma che in realtà quando viene nel nostro Cantone sente soprattutto tristezza, e non solo per le due ore di coda al San Gottardo. "Mi sento poco benvenuto in questa piccola "Rivella-Italia"" scrive Röthliberger. "Sul lungolago di Ascona i camerieri sembrano disturbati dalla mia ordinazione, anche se mi sforzo di parlare in italiano. Sono sempre più gentile di coloro che dovrebbero servirmi. E questo non è normale. Sembra che i soldi siano più benvenuti che il cliente. Certo, ci sono degli albergatori straordinari, pieni di iniziative. Ma le pecore nere sono ormai troppe."

Il caporedattore del Blick conclude con un appello al nostro Cantone. "Ticino, tu meraviglioso cantone preferito da Dio, datti da fare. Non crogiolarti in ciò che ti è stato regalato. Non accontentarti della tua immagine da cartolina. Se no perderai non solo i miglioramenti, ma anche noi turisti. Avremmo così tanta voglia di concederti ancora qualche chance..."

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