
Nel bel mezzo del dibattito sull'iniziativa 1:12, che si prefigge di limitare i supersalari dei manager e su cui siamo chiamati ad esprimerci il prossimo 24 novembre, il gran consigliere Giancarlo Seitz (Lega) propone una misura, a livello cantonale, che si inserisce nella stessa linea di idee.
Seitz, più che con i manager, se la prende con le cosiddette "poltrone d'oro". Ossia politici cui, dopo vari anni di militanza ed alla vigilia del pensionamento politico, vengono attribuite cariche in enti pubblici e parapubblici. Cariche prestigiose, ma soprattutto "molto gratificanti a livello economico ed addirittura anche cumulative", come sottolinea il deputato.
Un accumulo di redditi che secondo Seitz richiede una regolamentazione. Per cui, con un'iniziativa parlamentare, il gran consigliere leghista chiede di studiare "con urgenza" le modifiche necessarie della legge "a far sì che la somma cumulabile degli stipendi, comprensivi di bonus, incentivi, premi, agevolazioni e contributi, di qualsiasi persona che occupi delle cariche pubbliche o parapubbliche di qualsiasi genere non ecceda lo stipendio del Consigliere di Stato."
E se qualcuno, cumulando i suoi redditi, dovesse superare lo stipendio del Consigliere di Stato, si troverebbe obbligato a "rinunciare ad una sua poltrona d'oro per rientare nei limiti previsti".
Seitz chiede che questa modifica di legge sia messa in funzione già dal prossimo 1° gennaio. Le persone attive in società dalle quali si troverebbero costrette a dimissionare, dovrebbero farlo "nei primi sei mesi dall'entrata in funzione".
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