
All'UDC ticinese l'odierna intervista rilasciata al Corriere del Ticino dal Consigliere federale Ignazio Cassis sul tema dell'autodeterminazione proprio non è andata giù. Tanto che la reazione è arrivata in tempo zero in un duro comunicato stampa in cui al capo del DFAE venivano contestate delle "argomentazioni superficiali" e delle "evidenti contraddizioni" (vedi articolo suggerito).
Nella querele si è inserito anche il segretario della Lega Andrea Censi, che non ha risparmiato parole critiche all'indirizzo di entrambi gli 'schieramenti': "Che l'UDC abbia capito d'aver sbagliato qualcosa nell'elezione del consigliere federale? - ha postato su Facebook - Il gruppo UDC alle camere (tranne i 2 CN leghisti) ha sostenuto compatto Cassis, se avesse fatto lo stesso con Norman Gobbi, oggi non avremmo un CF ticinese europeista...".
Poco più tardi si è aggiunta la presa di posizione della consigliera nazionale leghista Roberta Pantani: "Certo, facile ora dirlo, ma quando si è trattato di votarlo, tutta l’UDC - compreso il nostro collega ticinese - l’ha sostenuto compatto" rincara Pantani, riferendosi al consigliere nazionale democentrista Marco Chiesa. "Io e Lorenzo", ricorda, "siamo stati gli unici a non sostenere questa strategia e a votare scheda bianca. Non saremmo a questo punto se nel 2015 in Consiglio federale fosse stato eletto Norman Gobbi".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

