
I nuovi dati sull'assistenza preoccupano i Verdi del Ticino che in una nota stampa prendono una dura posizione nei confronti dei partiti storici e soprattutto nei confronti del consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, responsabile del dossier, ritenuto "inadatto" per il ruolo che ricopre. E propongono le loro ricette per arginare il fenomeno. Ma andiamo con ordine.
Il movimento di Sergio Savoia volge dapprima uno sguardo ai dati: "Nel 2014 il numero di persone in assistenza è aumentato di quasi il 10% rispetto all’anno precedente" si legge nel comunicato dei Verdi. "Nel corso degli ultimi cinque anni l’aumento è stato addirittura del 43%: dai 5’849 casi del 2009 agli 8’342 casi del 2014. "Al di là del disastro socioeconomico che questi dati testimoniano" continuano, "ci sono i costi per la collettività: 113 milioni di franchi nel 2014 a carico di cantone e comuni. La relazione con la revisione della LADI (Legge sulla disoccupazione) del 2011, che ha ridotto la copertura e le indennità, è lampante. Così come appare evidente che i giovani siano tra le categorie più colpite".
I Verdi si soffermano poi sulle responsabilità politiche, che vengono "chiaramente" attribuite ai partiti storici: "La maggioranza del Consiglio di Stato e del Consiglio Federale è stata del tutto inattiva nell’affrontare la situazione con misure concrete e nel mettere un argine allo sviluppo di un’economia dei bassi salari che, tramite il ricorso alla manodopera frontaliera, condanna sempre più cittadini residenti - e in particolare i giovani - all’indigenza. Mentre la UE vorrebbe imporci di rivotare indicandoci perfino la data (entro il 2016), i collaborazionisti interni, svizzeri e ticinesi, sono fin troppo felici di fornire una volonterosa mano a Bruxelles nel tentativo di sabotare il voto del 9 febbraio, che è la sola via d’uscita dalla situazione attuale".
I Verdi avanzano poi le loro proposte per arginare il fenomeno: "Invece che invitare i nostri giovani a emigrare come ha fatto oggi il consigliere di stato Beltraminelli, i Verdi insistono sull’applicazione di alcune misure concrete: salari dignitosi come chiede l’iniziativa “Salviamo il lavoro”. Inoltre l’introduzione di contingenti e preferenza indigena (con applicazione rigorosa del 9.2 e non la farsa proposta dal Consiglio Federale). Attuazione rigorosa delle misure di accompagnamento appena congelate dal Consiglio Federale".
A livello cantonale i Verdi aggiungono l'obbligo per Stato e parastato di assumere prioritariamente disoccupati e persone in assistenza; concessione di incentivi fiscali a chi, nel privato, assume queste due categorie di cittadini; l'attuazione immediata del blocco dei ristorni, come misura di pressione su Berna per ottenere almeno 30 milioni all'anno per far fronte alle spese sociali crescenti; no alla tassazione à la carte per i frontalieri.
L'ultima stoccata va a Paolo Beltraminelli ritenuto, come detto, "inadatto alla carica": "L’unica soluzione proposta dal consigliere di Stato Beltraminelli è una nuova migrazione dal sapore ottocentesco dei giovani ticinesi mentre lui e altri della casta difendono squallidi privilegi come il parcheggio gratuito a Lugano (fortunatamente cancellato dal Municipio) e il vitalizio per i consiglieri di stato. Il signor Beltraminelli è palesemente inadeguato al ruolo che ricopre: forse una scelta migratoria nel suo caso sarebbe giustificata. È la prima volta nella storia del governo che un suo rappresentante propone ai propri cittadini di emigrare invece che risolvere i problemi che li mettono in difficoltà".
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