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Ticino
"Che Bellinzona difenda seriamente le Officine"
"Che Bellinzona difenda seriamente le Officine"
"Che Bellinzona difenda seriamente le Officine"
Redazione
9 anni fa
L'MPS interroga l'Esecutivo, chiedendo una chiara posizione: "Rischio di perdere il 70% dei posti di lavoro"

"La Città deve difendere seriamente e con determinazione l’occupazione e le prospettive produttive delle Officine FFS di Bellinzona". Questo il titolo di un'interrogazione inoltrata oggi dalle consigliere comunali MPS Angelica Lepori Sergi e Monica Soldini al Municipio di Bellinzona. Un atto consiliare per fare luce sulla situazione e  sull'atteggiamento dell'Esecutivo, alla luce degli ultimi sviluppi. 

"In data 17 novembre 2013", ricordando le due interroganti, "la città di Bellinzona (congiuntamente all’Associazione Giù le Mani dall’Officina, alle organizzazioni sindacali, Canton Ticino, all’Ente Regionale per lo sviluppo Bellinzonese e Valli, all’Ente per lo sviluppo Mendrisiotto e Basso Ceresio e alla Supsi) ha sottoscritto con le FFS una convenzione per la costituzione del Centro di competenza in materia di mobilità sostenibile e ferroviaria presso le Officine FFS di Bellinzona. Come recentemente ricordato dal Consiglio di Stato in un suo messaggio lo scopo di questo Centro di competenza era la salvaguardia quantitativa e qualitativa delle attività svolte presso le Officine FFS".

Una convenzione nella quale le FFS avevano assunto diversi impegni, che le due consigliere comunali riportano integralmente: "Le FFS assicureranno alle Officine FFS di Bellinzona volumi analoghi a quelli attuali per i prossimi anni e si impegnano all'attuazione di una strategia chiara per la stabilizzazione e per un suo sviluppo sostenibile anche a medio - lungo termine. Le FFS provvederanno ai necessari adeguamenti dell'organizzazione delle Officine FFS di Bellinzona con lo scopo di assicurare a quest'ultime un'attività di successo sul mercato anche a lungo termine.Dai progetti del CdC (centro di competenza) dovrebbero scaturire ulteriori impulsi per le Officine per il periodo dopo il 2016. Le FFS si impegnano, analogamente agli altri partner del CdC, a trasmettere al CdC progetti in questo senso.Le FFS sono coscienti dei cambiamenti necessari alle Officine di Bellinzona per potersi sviluppare tramite gli impulsi dati dal CdC e a tale scopo si impegnano ad adeguare la struttura organizzativa e infrastrutturale nonché ad aumentare l'autonomia organizzativa, operativa e finanziaria delle Officine di Bellinzona.Nella fase di awiamento del CdC, le FFS mettono a disposizione gratuitamente nell'area occupata dalle Officine di Bellinzona, gli spazi necessari per il CdC, senza che questo vada a discapito delle attività produttive e dei volumi occupazionali.”

Le FFS si erano inoltre impegnate a sostenere finanziariamente le attività di ricerca e formazione del CdC, ricordano le due interroganti, ma "nulla di tutto ciò è stato realizzato dalle FFS".

"Al CdC le FFS non hanno portato nessun progetto e la struttura organizzativa e finanziaria dell’Officina è stata ancora di più centralizzata" ribadiscono Lepori Sergi e Soldini. "I volumi di lavoro sono diminuiti da 450'000 a 340'000 ore (dati 2016). Alcune indiscrezioni giornalistiche, non smentite dalle FFS, prospettano per il 2026 un numero di occupati di poco superiore alle cento unità".

"Lo stesso Consiglio di Stato ha dovuto ammettere che le FFS non hanno rispettato gli accordi sottoscritti" proseguono le due consigliere comunali. "Si tratta di una situazione estremamente critica che la Città di Bellinzona e le sue rappresentanze istituzionali non possono e non devono accettare. Tantomeno devono lasciarsi prendere per il naso dalla direzione delle FFS ed entrare nel perverso gioco di una discussione sulla dismissione dall’attuale sito cittadino. Per queste ragioni il Consiglio comunale della Città fa proprie le rivendicazioni dei lavoratori, espresse in una risoluzione assembleare del 26 febbraio 2016 che risultano essere sempre d’attualità. Esse corrispondono di fatto a quanto sottoscritto nell’accordo sulla costituzione del Centro di competenze summenzionato: accordo che il Consiglio Comunale di Bellinzona ha ratificato il 19 maggio 2014. Per queste ragioni, e in particolare per ottemperare agli impegni da essi sottoscritto, il Consiglio Comunale invita il Municipio, proprio nel rispetto e la realizzazione degli accordi che anch’esso ha sottoscritto, ad impegnarsi con determinazione per ottenere dalle FFS" le seguenti richieste: 

 la fornitura di volumi di lavoro analoghi a quelli del 2013; la sospensione immediata di ogni ulteriore trasferimento in altra sede di attività svolte finora alle Officine di Bellinzona; la cancellazione di ogni misura di riduzione dell’effettivo di personale e l’adozione di una politica di consolidamento e ampliamento delle competenze volta all’ottenimento di nuovi incarichi; il ritorno alle Officine di attività trasferite in altra seda dal 2013 al 2017; la realizzazione degli investimenti necessari per poter effettuare alle Officine di FFS di Bellinzona compiti di manutenzione qualificati, atti a rafforzare la funzionalità e il ruolo a lungo termine, quali la revisione della flotta TILO stazionata in Ticino, o di altri componenti o delle locomotive multisistema; il coinvolgimento, reale ed effettivo, delle Officine nelle procedure di attribuzione degli incarichi di manutezione futuri quali ad esempio i treni Giruno; la concretizzazione delle misure sottoscritte relative all’aumento dell’autonomia organizzativa, operativa e finanziaria delle Officine; la sospensione di qualsiasi misura che mini l’integrità degli spazi delle Officine FFS di Bellinzona; la trasmissione al Centro di competenze di progetti suscettibili di dare nuovi impulsi alle Officine

"Nelle ultime settimane, ignorando crassamente tutti questi impegni, le FFS hanno rilanciato sulla questione dello spostamento dell’Officina dall’attuale sedime con l’allettante prospettiva di costruirne una nuova e moderna" puntualizzano Lepori Sergi e Soldini. "Il dibattito è così nuovamente spostato su questa presunta novità, dimenticando le questioni di fondo e di sostanza: la qualità del progetto industriale attorno a questa nuova presunta Officina, la quantità di posti di lavoro offerti complessivamente e la loro qualità, le prospettive futuro di un simile investimento e un piano industriale degno di tal nome".

"Intanto scopriamo, giorno dopo giorno, la realtà vera che si nasconde dietro a queste ipotesi mirabolanti" aggiungono le due consigliere comunali. "I giornali hanno confermato, con l’appoggio di documenti interni, che l’offerta delle FFS va in direzione di una nuova Officina con al massimo 150 posti di lavoro nella migliore delle ipotesi. Questo significa una diminuzione di più di due terzi (cioè circa il 70%) dei posti di lavoro oggi offerti dall’Officina e dalle strutture collegate (ad esempio manutenzione TILO). La città di Bellinzona entra nella prospettiva di perdere non solo l’Officina ma anche centinaia di pregiati posti di lavoro".

"Negli scorsi giorni" proseguono Lepori Sergi e Soldini, "abbiamo letto sui giornali che il Municipo di Bellinzona (con il sindaco Branda e il Municipale Gianini) partecipano a un gruppo di lavoro nel quale si discute il futuro delle FFS. Il tutto, naturalmente, nel più stretto segreto e silenzio. Val la pena ricordare che, in segno di protesta per il mancato rispetto degli accordi sottoscritti –che mina la credibilità e l’affidabilità delle FFS, i rappresentanti dei lavoratori delle Officine e le organizzazioni sindacali hanno rifiutato di fare parte di questo gruppo di lavoro".

"Non possiamo quindi" concludono le due consigliere comunali, "sulla base dei fatti a noi pare chiari, che abbiamo fin qui elencato che porre domande urgenti al Municipio": 1. Quale posizione difendono i due rappresentanti del Municipio in senso a questo gruppo di lavoro che discute il futuro dell’Officina?2. I due rappresentanti hanno ricevuto un mandato da parte del Municipio? E quale è questo mandato?3. I due rappresentanti del Municipio hanno rivendicato la necessità preliminare che le FFS rispettino gli accordi sottoscritti (tra l’altro con la città) in materia di garanzie produttive e occupazionali (richiamati all’inizio di questa interrogazione)4. Non ritiene il Municipio che, prima di continuare con la presenza di propri rappresentanti in seno a questo gruppo di lavoro, sia necessaria una discussione ampia sul futuro delle Officine, sulle richieste della città e sulle prospettive industriali perlomeno in Consiglio Comunale?

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