
Clima teso, anzi tesissimo. A Cevio manca solo una settimana dal voto in Consiglio comunale del tanto discusso progetto del Parco nazionale - o meglio, della fase tre del progetto - ma ecco arrivare un fulmine a ciel sereno. Patrizio Fenini presidente della Commissione municipale Parco Nazionale del Comune cittadino e consigliere comunale, ha trasmesso ai suoi colleghi del Legislativo una lettera in cui chiede lo scioglimento della Commissione, a causa della scorrettezza di alcuni membri. Uno in particolare. Fenini infatti descrive “gli atti denigratori e le interpretazioni paranoiche” da parte di Rinaldo Dalessi, membro della Commissione e consigliere comunale. “Stiamo assistendo ad un dibattito acceso, purtroppo non sempre corretto - osserva Fenini -. A fine marzo, tutti, Ufficio federale dell'ambiente, Cantone, Comune di Cevio, Rappresentanti del Progetto parco Nazionale, Commissione Municipale e associazione parco regionale (entrambe con firma dello stesso Rinaldo Dalessi) stipulano un accordo che permette al Comune di Cevio di portare avanti il Progetto Parco Nazionale, verificando nel contempo le potenzialità del Parco Regionale, demandando poi al voto popolare l'accettazione di un progetto o dell'altro. Pochi giorni dopo, lo stesso Dalessi, in veste di primo firmatario, promuove la raccolta di firme fra i membri del Consiglio Comunale per bypassare il Municipio”. Finita qui? Non sembra proprio. “Dalessi - osserva ancora il consigliere comunale e presidente della Commissione -, che peraltro non ha mai nascosto la sua ostilità al Progetto di Parco Nazionale, a nome della Commissione Parco Nazionale ha poi inviato una presa di posizione ai media, senza informare né il suo presidente né il rappresentante municipale (...). Un’ennesima prova di scorrettezza e dimostrazione che il progetto di parco regionale per taluni è unicamente uno strumento per bloccare l'altro progetto”. Da qui la richiesta al Municipio di sciogliere la Commissione. “Stiamo assistendo a un dibattito acceso, purtroppo non sempre corretto. La decisione di istituire un Parco nazionale non è da prendere a cuor leggero, ma che seso ci sarebbe di affossare un progetto prima di conoscerlo?”. Ma non è ancora finita qui. Samantha Bourgoin, direttrice del progetto del Parco Nazionale, osserva dalle colonne del GdP che “la bomba scoppiata nel fine settimana non ci sorprende”. Più sorprendente invece sono le minacce che ha ricevuto. “Sempre più si arriva alle minacce. Io stessa ho ricevuto lettere in cui si parlava di fucili. Bisogna ritrovare al più presto un dibattito sereno”. Foto CdT Nicola Demaldi
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