
In via della Posta oggi viene ospitata una parte dell’amministrazione comunale che in futuro traslocherà a Cornaredo. È uno stabile che il Municipio di Lugano intende cedere, insieme a un’altra ventina di immobili. La lista è stata inserita nel piano finanziario 2026-2033, presentato ieri, sotto la voce “rivalorizzazioni”.
Si distanzia il municipale Ghisletta
È stata così etichettata perché – ha spiegato ha spiegato ai nostri microfoni il municipale Marco Chiesa - “non si usa questo patrimonio per la gestione corrente”. Ma da questa definizione da cui si smarca il suo collega in Esecutivo, Raoul Ghisletta: “È una barzelletta”, afferma. Questi immobili “vengono venduti per colmare un debito che è stato fatto da investimenti precedenti e per una filosofia che non ha mai voluto considerare la necessità di pagare questi investimenti con le imposte”. A suo avviso, ora è giunti in una situazione in cui “per risanare il debito dobbiamo vendere dei beni mobili o immobili”.
Una ventina di immobili ceduti
In totale, tra il 2026 e il 2033, si prevede di ricavare circa 306 milioni di franchi. Contribuisce con più di 100 milioni Alpiq SA e con 9 milioni e mezzo di franchi il Casinò. Cedendo lo stabile in via della Posta, inoltre, il Municipio prevede di incassare 48 milioni e con il terreno dell’Università della svizzera italiana altri 96 milioni di franchi. Infine, il Castagneto di Castagnola dovrebbe far incassare 14 milioni di franchi. Il democentrista Marco Chiesa, ieri, ha fatto notare che si vendono beni, ma se ne acquistano altri. Ma fa storcere il naso al rappresentante della Sinistra anche l’impostazione ideologica: “si può vendere, ovvio. Ma lo si fa dopo una politica scellerata che ha nascosto il problema”, dichiara Raoul Ghisletta. “Alla fine, questo è il rimedio dell’ultima ora quando ti accorgi che non hai più soldi e devi vendere l’argenteria di famiglia”.
Nuovo strappo nell'Esecutivo
Il municipale critica anche le misure di risanamento da 23 milioni, previste dallo stesso Esecutivo di cui Ghisletta fa parte per compensare l’impatto dell’iniziativa leghista sulle casse malati e l’abolizione del valore locativo. Insomma, un nuovo strappo all’interno del gremio: “io credo che la collegialità sia importante se si gioca tutti. Oggi abbiamo una destra che dei numeri grossissimi in Municipio; quindi, non ha bisogno della sinistra e va avanti per la sua strada”. A suo dire, “alla sinistra non rimane che dire che le cose non vanno bene ed esprimere il suo dissenso in modo garbato, ma preciso e puntuale”.
Il piano finanziario, così come il preventivo 2026, dovranno ora essere esaminati dal Consiglio comunale.

