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Ticino
Ceruso: 'Al casinò interrogatori polizieschi'
Redazione
18 anni fa
Il segretario dell'OCST preoccupato per la situazione venutasi a creare nella casa da gioco luganese

L'OCST (Organizzazione cristiano sociale Ticino) e la SIC Ticino (Associazione Svizzera degli impiegati di commercio) non possono "rimanere indifferenti" come scrivono questa mattina in una nota stampa di fronte ai metodi impiegati dalla Commissione federale dei casinò sulle ispezioni fatte "con arroganza e superficialità" nei casinò ticinesi. Diritti dell'impresa e del personale calpestati da ispezioni di polizia pilotate e orchestrate ad arte “per creare scompiglio e fomentare dubbi e sospetti finalizzati a mettere in cattiva luce l’operato dei diversi settori”. Secondo l’OCST e la SIC-TI “si insinua, dunque, il dubbio che la Commissione federale sia influenzata da interessi che nulla hanno che fare con l’applicazione della legge federale sui casinò”. Sentito ai nostri microfoni, il sindacalista OCST Nando Ceruso chiede espressamente di sapere se “la Commissione federale fa così solo in Ticino o dappertutto”. Ma non solo, secondo Ceruso ci sarebbero altri fattori in gioco che esulano dai normali contesti dei controlli della Commissione, “fattori che nulla hanno a che fare con i controlli di verifica”. Aperte minacce giungono quindi dall’OCST, pronta a “bloccare il casinò di Lugano, perché nel comportamento della Commissione federale ravvisiamo un eccesso, un abuso, ma soprattutto una violazione dei diritti del personale, della personalità e della dignità dei lavoratori”, continua il sindacalista. Quindi se entro le 14.00 di oggi non giunge nessun dietrofront da parte delle Commissione su questi interrogatori “polizieschi”, l’OCST potrebbe potrebbe bloccare il casinò e pure ricorrere ad un’azione legale. Termina Ceruso: “Vogliamo la massima chiarezza e vogliamo sapere i limiti nei quali può muoversi la Commissione federale, che eccede attualmente nell’abuso”.

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