
I Cantoni avevano tempo fino a oggi, lunedì 30 agosto, di esprimersi sulla proposta del Consiglio federale di estendere il certificato Covid nei luoghi chiusi (come ristoranti, musei, cinema, palestre) nel caso in cui la situazione epidemiologica dovesse peggiorare. Alcuni Cantoni, tra cui il Ticino, si sono espressi a favore, ma solo nel caso in cui il sistema sanitario dovesse essere sovraccarico. C’è tuttavia chi si è spinto anche oltre. Secondo informazioni del Blick il Canton Grigioni ha infatti proposto di estendere il certificato anche sui mezzi pubblici.
La posizione radicale dei Grigioni
“Non c’è alternativa alla vaccinazione e al test. Di conseguenza, l’obbligo del certificato, qualora venisse introdotto, dovrebbe essere esteso a tutti i possibili ambiti”, scrive il Consiglio di Stato grigionese in risposta al Consiglio federale, spiegando nel dettaglio quali sono questi ambiti: ingressi in Svizzera, ristoranti e hotel, associazioni e istituzioni pubbliche. Ma ecco la proposta radicale: il certificato Covid “andrebbe verificato anche per i trasporti pubblici, il mondo del lavoro e, se verrà tolto l’obbligo della mascherina, anche per i negozi”. La scuola elementare potrebbe invece essere esclusa nel caso in cui venissero effettuati test regolari.
Le richieste del Ticino
Anche il Consiglio di Stato ticinese ha approvato le misure proposte da Berna, ma lo ha fatto mettendo in evidenza due elementi importanti, ha spiegato il presidente dell’Esecutivo cantonale Manuele Bertoli a Ticinonews. “Abbiamo proposto di mettere in atto queste misure solo a fronte di dati consolidati, ovvero se le ospedalizzazioni dovessero salire. Se si sbaglia la tempistica, c’è il rischio di intervenire in un momento in cui la necessità non è ancora data e accettata da tutti”, sottolinea il Consigliere di Stato. “Speriamo naturalmente che non sarà necessario dover decidere in merito”. Il secondo elemento che il Governo cantonale ha chiesto di considerare riguarda compensazioni economiche per quei settori che rimarrebbero danneggiati dall’uso esteso del certificato. “Immaginiamo che qualche contraccolpo economico ci dovrà essere e questo dovrà essere considerato dal Consiglio federale”.
Mezzi pubblici? Bertoli: “Non se n’è parlato”
Su quanto proposto dal Canton Grigioni, Bertoli precisa che il tema “non è stato oggetto di discussione” tra i colleghi in Governo. Ma anche per un allargamento ulteriore del certificato bisogna fare lo stesso ragionamento, ovvero il provvedimento è giustificato solo se la situazione epidemiologica lo richiede. “Si può intervenire con delle chiusure solo quando è necessario farlo, ma non a titolo preventivo. Inoltre servono compensazioni economiche. In questo modo la gente capisce, altrimento si rischia di dividere la società in due”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

