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Ticino
Certificato Covid alle Università?
Immagine CdT/Gabriele Putzu
Immagine CdT/Gabriele Putzu
Redazione
5 anni fa
Il tema ha scatenato un ampio dibattito tra alcuni professori d’Oltralpe, che vorrebbero adottare una linea dura. Come viene affrontato il tema in Ticino e come si preparano le Università per il rientro?

Mentre le scuole dell’obbligo sono iniziate nella maggior parte dei Cantoni delle Svizzera interna e quella ticinese è ai blocchi di partenza, anche le Università si preparano al rientro degli studenti. E le modalità con cui questo deve avvenire ha scatenato un vivo dibattito, soprattutto tra alcuni professori che insegnano negli atenei d’Oltralpe. Alcuni vorrebbero infatti assumere una linea dura, obbligando gli studenti a immatricolarsi soltanto con il certificato Covid. Dominique de Quervain, professore di neuroscienze all’università di Basilea, qualche giorno fa ha scritto sul suo profilo Twitter: “Finché gli studenti non vaccinati e non testati saranno ammessi nelle aule, non offrirò lezioni in presenza”. Una soluzione drastica, ma che ha trovato diversi consensi, tra cui Antoine Flahault, direttore dell’istituto di Global Health all’Università di Ginevra, che ha espresso la necessità di “introdurre il passaporto vaccinale per l’immatricolazione degli studenti”. I colleghi di Teleticino sono stati presso la SUPSI e l’USI per capire come il tema viene affrontato in Ticino nelle scuole del post-obbligo. Le regole differiscono infatti da istituto a istituto e da Cantone a Cantone.

Supsi, una linea chiara
“Ripartiamo seguendo la strategia di una didattica integrata che prevede attività in presenza, ma integra quanto di buono abbiamo imparato con la didattica a distanza”, spiega Daniela Willi-Piezzi, direttrice della formazione di base della Supsi. “Sono quindi previsti corsi che possono essere erogati anche online, ma l’intenzione è di tornare in buona parte in presenza perché l’esperienza ci mostra quanto questa sia efficace per gli studenti”. Riguardo alla polemica scoppiata Oltralpe, Willi-Piezzi sottolinea che è importante prendere atto delle sensibilità molto diverse di ognuno, ma allo stesso l’istituto deve avere una linea chiara. “Penso sia responsabilità della Supsi prendere una decisione che, in piena sicurezza, sia allineata alle disposizioni federali e cantonali in materia. Semmai occorre intervenire sui casi singoli con misure specifiche”. Per Willi-Piezzi introdurre un certificato Covid “apre le porte a molta più libertà di azione”, ma è impensabile implementarlo a pochi giorni dall’inizio delle lezioni. “La cosa importante è mantenere il dialogo con le autorità. Rivedremo il piano di protezione a inizio settembre nel caso di fossero delle disposizioni divergenti o diverse nel frattempo”.

Usi, si discute della possibilità di vaccinarsi e fare test sul campus
Anche l’Usi di Lugano si prepara a ripartire in presenza al 100%. “Al momento prevediamo di far sedere gli studenti un posto sì e uno no, i professori potranno togliere la mascherine se c’è sufficiente distanza, mentre gli studenti dovranno tenerla. Ogni ora e mezza prevediamo la sanificazione delle aule e l’areazione dei locali”, spiega Lorenzo Cantoni, prorettore per la formazione e la vita universitaria. Per quegli studenti che non potranno venire sul campus, “prevediamo di mettere la registrazione delle lezioni, solo audio o audio/video. Stiamo inoltre discutendo con il Cantone di attivare sui nostri campus la possibilità di vaccinarsi o fare il test”. Al momento non ci sono insegnanti che hanno espresso timori riguardo al rientro a scuola, aggiunge Cantoni. “Negli scorsi mesi abbiamo avuto discussioni con alcuni colleghi che erano preoccupati. Laddove era necessario abbiamo organizzato attività alternative per non esporre i nostri docenti ad alcun rischio. La priorità resta la salute”. Per quanto riguarda l’obbligo del certificato Covid, Cantoni specifica che l’ateneo intende attenersi alle indicazioni delle autorità sanitarie. “Non credo che inventarsi sistemi alternativi sia la soluzione migliore o più opportuna per gli studenti”.

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