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Certificato antiterrorismo per il passaporto svizzero?
Certificato antiterrorismo per il passaporto svizzero?
Certificato antiterrorismo per il passaporto svizzero?
Redazione
10 anni fa
La Lega propone di chiedere anche un certificato antimafia ai naturalizzandi. Ma il Consiglio di Stato: "Non esiste"

Il Consiglio di Stato ha presentato il suo messaggio sulla mozione presentata nel settembre scorso dai deputati della Lega Giovanni Frapolli e Boris Bignasca per proporre di chiedere a tutti i candidati alla naturalizzazione un certificato antiterrorismo e un certificato antimafia.

Una proposta che il Consiglio di Stato respinge, sia perché tali certificati non esistono, sia perché a suo giudizio gli attuali controlli sono sufficienti.

Nel messaggio il Governo spiega che già oggi la concessione del passaporto svizzero "avviene al termine di un'articolata procedura che si svolge su tre livelli istituzionali distinti, quello comunale, quello federale e, da ultimo, quello cantonale."

Durante questa procedura vengono effettuate ben cinque verifiche sulla posizione del candidato rispetto a sue problematiche giudiziarie o di polizia (quattro verifiche nei casi di naturalizzazioni agevolate).

"Riteniamo che l’eventuale appartenenza a organizzazioni fondamentaliste o mafiose, per quanto note, siano rilevabili già attualmente per il tramite delle reiterate consultazioni delle banche dati e dei servizi informativi cantonali e federali" scrive il Consiglio di Stato, "che avvengono sistematicamente nell’ambito delle procedure di naturalizzazione."

"D’altro canto, l’obbligo di produrre un certificato antiterrorismo non appare praticabile poiché l’esistenza di tale documento non è prevista da alcuna norma di legge" prosegue il Governo. "La produzione del certificato italiano antimafia non sembra a sua volta esigibile essendo lo stesso disponibile unicamente per le imprese che intendono ottenere licenze, autorizzazioni, partecipare alle gare di appalto, forniture di beni e servizi nella Pubblica Amministrazione italiana per importi superiori a 150 mila euro, facendone richiesta alla Prefettura. La normativa attualmente vigente in Italia, per quanto noto allo scrivente Consiglio di Stato, non prevede infatti il rilascio della documentazione antimafia su istanza di soggetti privati. La documentazione antimafia, inoltre, ha valenza solo per il territorio italiano e non risulta necessaria nei rapporti contrattuali di diritto privato."

Visto quanto precede, il Consiglio di Stato invita quindi il Gran Consiglio a respingere la mozione.

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