
Ha fatto molto rumore la lettera aperta inviata al Municipio di Lugano dal gruppo PS, che ha mosso una serie di critiche nei confronti dell'attuale Esecutivo, e in particolare del sindaco Marco Borradori, accusandolo di “mancanza di trasparenza”, di "superficialità" e di poca "visione strategica" nella conduzione del comune (vedi articolo suggerito).
Il ‘siluro’ sparato dal gruppo socialista si è abbattuto sull’Esecutivo in seguito alla questione riguardante il contratto di locazione per gli spazi "food and beverage" presso il LAC, per il quale il PS aveva chiesto delucidazioni in un'interrogazione inoltrata lo scorso 21 marzo e alla quale il Municipio ha risposto settimana scorsa. “Comportamento poco intelligente”, aveva stigmatizzato il PS, definendo la firma del contratto in questione “un fatto increscioso”.
"Non si discute di malafede, ma non si può fare a meno di notare una manifesta incompetenza dal parte del Municipio, con in testa il Sindaco, nel prendere decisioni, nel gestire l’amministrazione corrente e gli investimenti necessari per lo sviluppo della città. Manca una visione chiara di quale direzione si voglia intraprendere”, si legge nella lettera del PS.
Un vero e proprio fuoco di fila al quale il sindaco Marco Borradori, da noi contattato, ha voluto replicare. “Dividerei la lettera in due parti, una riguardante la questione “food and beverage” e l’altra le critiche mosse all’operato del Municipio. Su questa seconda parte rispondo che si tratta di marketing politico basato su addebiti senza fondamento”.
“Ad esempio ci viene rimproverato di usare toni sprezzanti. Chi ci conosce, tutti e sette, sa che siamo tutt’altro che inerti oppure poco trasparenti – afferma Borradori - Il PS sostiene che abbiamo risposto a un’interrogazione sulle modalità di assunzione dei direttori di Divisione in modo incompleto quando la risposta è stata precisa, circostanziata e coerente. La Legge infatti ci impedisce di fare i nomi per motivi di privacy ma avevamo scritto che tutti i fascicoli sono reperibili presso la Divisione risorse umane. Dal giorno della nostra risposta ad oggi non c’è ancora stata una richiesta in questo senso…”
“Ci viene rimproverato di essere inerti sui progetti importanti quando in pochi mesi abbiamo presentato un Messaggio delicato come quello del polo turistico alberghiero a Campo Marzio, fatto passare una richiesta di credito da 10 milioni per l’acquisto dello stabile Mizar e dato indicazioni precise sul polo sportivo e degli eventi. Inoltre stiamo lavorando sul polo della stazione e sul nodo di interscambio. Leggere queste affermazioni lascia a dir poco perplessi”.
Per quel che riguarda i mezzi pubblici, altro punto contestato dal PS, abbiamo investito più di mezzo milione per potenziare l’offerta a Lugano Sud e nei prossimi mesi verrà potenziata anche l’offerta da e per Gandria e per la zona collinare. Ripeto, si tratta di marketing politico - che ci può stare - ma questo contorno di critiche sono destituite di ogni fondamento”.
Passando invece alla questione della caffetteria del LAC, Borradori ammette che è giusto aprire una discussione in merito: “Col senno di poi è facile dire che si è sbagliato. Se il gruppo PS si prendesse la briga di capire la situazione di 7 anni fa il giudizio sarebbe forse più sfumato”.
“Fine 2011-inizio 2012 l’allora Municipio si era reso conto che il futuro LAC senza un servizio di ristorazione e di caffetteria avrebbe non avrebbe avuto un elemento di attrattività. A inizio 2012 è stato indetto un concorso pubblico al quale hanno partecipato 2 concorrenti, entrambi scartati per mancanza dei requisiti di idoneità. Il concorso è stato così annullato e l’Esecutivo aveva incaricato la general manager di sondare il terreno tra gli esercenti. I tentativi sono andati a vuoto e nel 2014 l’attuale Municipio ha saputo da Gabbani dell’interesse di entrare in merito e correre il rischio accettando questa sfida”.
Ne è quindi seguita una lunga fase di negoziazione a livello politico prima e giuridico poi antecedente la formulazione del contatto contestato dal PS. Il rapporto giunto a inizio 2015 al Municipio recitava: “siamo consci del del fatto che la locazione andrebbe assegnata con un concorso pubblico e che il contratto si presta a critiche” ma a giustificazione della trattativa diretta, spiega Borradori, vi sono però i seguenti quattro motivi, elencati nel rapporto: per prima cosa, “un concorso pubblico è già stato indetto con esito negativo, e le successive trattative iniziate dalla general manager non hanno portato ad alcun esito” mentre “l’attività da intraprendere - in particolare per quel che riguarda l’esercizio del bar e della mescita - presenta diversi rischi legati alle incognite sul futuro del LAC (Gabbani, da noi contattato, ha fatto sapere di non averci guadagnato). Pochi sono disposti a rischiare o hanno un’organizzazione adeguata per poterlo fare”. Quarto e ultimo punto, ”la conduttrice ha salde radici nella tradizione luganese ed è gestita da una famiglia che nel corso degli anni ha saputo ampliare e diversificare le proprie attività con capacità e competenza”.
“Il Municipio sapeva delle possibili critiche - ammette Borradori - Ma ancor prima di pensare al guadagno bisognava garantire un servizio di ristorazione e catering. Non c’erano altre possibilità”. Il contratto in essere scadrà a fine 2018 e il Municipio farà le sue valutazioni, soppesando sia gli eventuali incassi sia la qualità del servizio, per eventualmente rivalutare le condizioni. “Personalmente posso dire che Gabbani ha lavorato bene. Chiaro che l’aspetto del mancato incasso della locazione da parte del Municipio può suscitare comprensibili perplessità, ma fino ad oggi abbiamo avuto un servizio all’altezza delle aspettative e a soddisfazione dei visitatori. Ed è questa la cosa più importante”.
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