
La seconda ondata ci sarà? C’è chi dice no e chi teme di sì. Come il medico Andreas Cerny, Direttore dell’Epatocentro Ticino che, durante la diretta del TgSpeciale di Teleticino ha asserito: “Temo fortemente la seconda ondata”. “Il virus – spiega Cerny – cerca la sua strada, dove gli lasciamo spazio lui si diffonde e in questo momento stiamo aprendo diverse porte”. Ma chiarisce: "La strategia di monitoraggio è la soluzione migliore”.
"Utilizzo più ampio delle mascherine"Negli ultimi giorni, in molti hanno sollevato la questione della maggiore pericolosità di ciroclazione del virus a causa dell’aria condizionata. Addirittura, ci sono studi che dicono come potrebbe essere un vettore del Covid. “Sono sicuramente dei casi ben studiati, seppur isolati anche preoccupanti. La strategia è quella di studiare bene cosa può fare questo virus”. E prosegue: “Non si trasmette solo con le goccioline, altre condizioni possono far viaggiare il virus. Io personalmente sarei stato a favore di dare un utilizzo più ampio alle mascherine perché sono una protezione ragionevole”. E, infatti, il tema delle mascherine è uno dei temi più dibattuti dall’inizio dell’emergenza coronavirus. Molti dei Paesi limitrofi le stanno rendendo obbligatorie, se non in maniera generalizzata, almeno sui mezzi pubblici. Ma da noi no. “Non so perché da noi si sia deciso di no. La raccomandazione della Task Force era ponderata e consiglia l’uso delle mascherine dove la distanza sociale non può essere rispettata. Ma è una soluzione difficilmente attuabile perché se uno la mette e tanti altri no, quell'unica persona finirà per toglierla”.
"I luoghi aperti sono i più sicuri"Da lunedì, lo ricordiamo, praticamente tutti i settori economici hanno potuto riaprire. Ci sono però anche situazioni più a rischio di altre. “I luoghi aperti – spiega Cerny – sono sicuramente meno a rischio. Le situazioni più pericolose sono nei locali chiusi, dove l’aria non circola”.
Il virus nell'acquaQuesti giorni sono fondamentali per la decisione del rilancio del turismo. Settore, quest’ultimo, che è stato maggiormente toccato dalla crisi Covid. Ci consigliano di fare le vacanze in Ticino, proprio per essere da sostegno alle strutture e, però, si immagina che in molti faranno il bagno nei fiumi o nei laghi. Ma il virus come si comporta nell’acqua? “Da quello che sappiamo, non è un virus che si trasmette con l’acqua contaminata e non vedo il rischio di fare il bagno nell’acqua in cui magari c’è, per caso, una persona affetta da coronavirus”.
"Si saprà di più con lo studio del medico cantonale"All’inizio, forse lo ricorderete, si parlava molto di “immunità di gregge”. Ma ora, sono alcune settimane, che nessuno ne fa più accenno. “Il numero delle persone che hanno fatto un’infezione Covid e che hanno sviluppato gli anticorpi è molto lontano dal numero che potrebbe proteggere il gregge. Per avere una protezione – conclude il medico – ci vuole almeno un 70-80% della popolazione che abbiano sviluppato gli anticorpi e che quindi abbiano contratto la malattia. Si saprà di più con lo studio sui 1500 ticinesi del medico cantonale”.
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