
“Sono un padre di 50 anni, abito in Svizzera, nel Canton Ticino, e vorrei venire a San Marino per vaccinare la mia famiglia”. Questo è il contenuto di una telefonata giunta all’Istituto di sanità sanmarinese riportato dall’agenzia di stampa Ansa. Il piccolo Stato, infatti, ha ricevuto settimana scorsa 7’500 dosi del vaccino russo Sputnik e qualcuno ha pensato di provare ad accaparrarsene una dose. Sono centinaia le telefonate ricevute: la maggior parte dall’Italia, ma anche da Germania e Svizzera.
Una situazione delicata
Tra queste vi è quella del ticinese che, però, è un po’ più complicata di quanto raccontato dalla stampa italiana. Le autorità sanmarinesi hanno invocato la tutela della riservatezza, ma siamo riusciti a capire che il padre in questione ha fatto ogni tentativo possibile per ottenere il vaccino perché un membro della famiglia è a rischio ma non rientra in nessuna delle categorie che finora hanno accesso alla vaccinazione in Svizzera.
L’interesse per Sputnik
La mole di chiamate, ci spiegano dall’Istituto, è probabilmente dovuta al fatto che in molti paesi le vaccinazioni stanno andando a rilento. In più c’è l’interesse per Sputnik, il vaccino russo che finora in Europa occidentale è arrivato solo a San Marino. Interesse giustificato, ci spiegano, anche dal buon riscontro ottenuto nella comunità scientifica.
Le dosi non bastano neanche per i cittadini
Nessuna delle richieste, per quanto comprensibili, ha avuto successo. La priorità è data ai sanmarinesi o a chi ha già un rapporto sanitario attivo con il microstato, come i lavoratori frontalieri. Le 7’500 dosi di Sputnik, poi, a cui si sommano le 1’170 dosi di vaccino Pfizer giunte ieri mattina, non coprono che una piccola parte della popolazione di San Marino, che è di circa 35mila persone. Attualmente l’inoculazione è limitata a chi lavora nella sanità e agli over 75. Da settimana prossima si aprirà a over 60, insegnanti e categorie a rischio. Il centro di vaccinazione attualmente aperto permette 150 iniezioni al giorno, giovedì ne aprirà un secondo e si riuscirà ad arrivare a 400.
“No al turismo vaccinale”
San Marino, avendo un fisco più leggero rispetto a quello italiano, è spesso meta di turismo dello shopping, con alcuni prodotti che sono più convenienti che nella vicina Emilia Romagna. Non sarà però il caso per il vaccino, come ci confermano dal Congresso di Stato della Repubblica di San Marino. “Non abbiamo nessuna intenzione di dare vita a un turismo vaccinale”, ci spiegano. “Le dosi ricevute finora coprono un fabbisogno che è ancora lontano dall’immunità della comunità. Daremo la priorità ai cittadini di San Marino”.
In semi confinamento
Questo perché anche San Marino non ha tempo da perdere: nelle ultime due settimane si è registrato un aumento dei casi, con delle varianti riscontrate a scuola. Le misure di contenimento in vigore attualmente sono quelle di un semi confinamento, con didattica a distanza, ristoranti aperti solo a mezzogiorno, mascherina obbligatoria anche all’aperto e coprifuoco dalle 22.
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