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Cerca lavoro, trova un Don Giovanni
Redazione
12 anni fa
Proposta indecente in un grotto del Bellinzonese. "Non è raro che i gestori chiedano un servizio extra..."

Una proposta indecente durante un colloquio di lavoro. È quello che è successo a una donna ticinese mentre ha risposto a un annuncio di ricerca di "Aiuto Direttore" presso un grotto nel Bellinzonese. Una vicenda riportata quest'oggi dal Mattinoline che abbiamo deciso di approfondire interpellando la diretta interessata.

Il colloquio telefonico tra la candidata e il datore di lavoro si apre con "ciao bella, dimmi...", ci racconta la nostra interlocutrice, che trova un po' strano l'approccio informale, ma lo giudica ancora passabile, dato che ci troviamo nell'ambito della ristorazione. Dopo alcune domande di carattere generale ("sei sposata?", "hai figli"), il gestore descrive il lavoro. È alla ricerca di qualcuno che serva ai tavoli, gestisca il ristorante in sua assenza e faccia presenza dietro il bancone del bar. Mansioni che non rientrano esattamente nella professione della diretta interessata, ma che in periodi difficili è disposta a fare, poiché "ci si adatta", racconta la donna.

Poi il discorso si fa più indiscreto ("sei sola? hai l'amico?"), finché arriva la battuta infelice. "Cerco qualcuno che sia disponibile anche il weekend (ndr: il ristorante è chiuso durante il fine settimana), ci si può fare compagnia e uscire a cena..." lascia intendere il signore.

Basita, la donna attacca il telefono. È confusa e arrabbiata. "Già è abbastanza frustrante cercare lavoro, ma essere confrontata con situazioni del genere è denigrante e offensivo. Ci sono apposite sezioni per fare annunci di questo genere, ma dare false speranze durante un colloquio è una cosa scandalosa".

Situazioni che, a quanto pare, non sono nuove nell'ambito della ristorazione. "Non è raro che oltre a servire il caffé, i gestori chiedano servizi extra. Conosco persone che sono state mandate via perché non erano più disposte a tollerare situazioni in cui i clienti allungano le mani". Un clima lavorativo che secondo la donna è peggiorato negli ultimi anni. "I datori di lavoro possono permettersi di fare quello che vogliono. Minacciano di prendere dei frontalieri se creiamo dei problemi nel voler fare rispettare i nostri diritti".

Alla domanda se intende procedere con una denuncia, risponde: "Non ci sono le basi per farlo" racconta. "Ho solo un numero di telefono e nessun nome. Non so neanche dove si trovi esattamente il ristorante. Ho deciso di parlare tramite i media per raccontare un'esperienza che può essere condivisa da diverse persone, ma alla quale non vogliono dare voce. Spero che possa risvegliare la coscienza delle persone".

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