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Ticino
Cerca lavoro in Ticino, finisce in un incubo
Redazione
13 anni fa
L'incredibile disavventura di un nigeriano, che ha perso passaporto, moglie e lavoro in seguito a un viaggio in Svizzera

Fatale fu quel tentativo di cercare lavoro in Ticino. Andava a gonfie vele, fino a quel maledetto giorno, la vita di un 35enne nigeriano residente in provincia di Cremona, la cui incredibile odissea viene narrata nell'edizione odierna de Il Giorno.

L'uomo si era sposato in Italia nel 2009 con una connazionale e lavorava da tempo per alcune aziende della regione. Una di queste gli aveva prospettato un'assunzione fissa. Ma lui, giusto per vagliare tutte le opportunità, aveva deciso di fare una trasferta in Svizzera prima di firmare il contratto. Voleva vedere se non fosse stato possibile trovare un lavoro migliore.

Quindi un giorno il 35enne prende la sua auto e viene in Ticino. Qui però viene fermato per un controllo. Lui, residente da tempo in Italia dove è regolarmente registrato, consegna il passaporto attendendo di vederselo restituire. Ma gli agenti non glielo ridanno. Anzi, gli fanno presente che il suo passaporto è falso e glielo sequestrano. Lo avvertono che sarà denunciato e lo rispediscono in Italia.

Evidentemente scosso, il 35enne torna a casa dalla moglie e le racconta tutto. Giura di non mettere mai più piede in Svizzera, confidando sul fatto che la questione sarebbe rimasta confinata al nostro Paese. Dopo un po' di tempo, visto che il passaporto non gli viene più recapitato, si reca in polizia per denunciarne la scomparsa e richiederne una nuovo. 

Ma gli agenti italiani erano stati nel frattempo avvertiti dai colleghi svizzeri che il nigeriano aveva presentato un passaporto falso. Per cui nei suoi confronti aprono un'indagine. Il 35enne si rivolge così a un avvocato, il quale scopre in fretta il disastro che si sta compiendo. Le autorità italiane, in seguito alla segnalazione proveniente dalla Svizzera, avevano invalidato tutti i documenti rilasciati al nigeriano dal suo arrivo in Italia: carte d'identità, patente di guida, persino l'atto di matrimonio, per cui ufficialmente l'uomo è tornato ad essere celibe. Anche l'azienda che aveva prospettato un'assunzione fissa al nigeriano non ha potuto farlo, in quanto erano venuti a mancare i documenti necessari.

La procura di Cremona ha intanto chiesto il rinvio a giudizio del nigeriano. La sua speranza, ora, può essere la prescrizione. Ma per riavere tutti i documenti, e la moglie, che aveva prima di quel viaggio in Svizzera, dovrà verosimilmente attendere ancora a lungo.

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