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Ticino
"C'era da mettersi le mani nei capelli, ma dovevamo aggrapparci alla porta"
Redazione
17 anni fa
Il drammatico racconto di Roy Lanek, un ticinese residente a Sumatra (AUDIO/VIDEO)

L’Indonesia è in stato di catastrofe. Dopo il terremoto di ieri, che ha lasciato migliaia di persone sotto le macerie, questa mattina una nuova scossa ha causato altre centinaia di morti. Finora sono stati ritrovati 500 corpi, ma il bilancio è ancora parziale. Come si vive in queste ore nelle zone disastrate? Abbiamo chiamato Roy Lanek, luganese che da 12 anni vive a Sumatra: “La situazione è molto difficile. Un terzo degli edifici della città sono crollati, non c’è immobile che non abbia subìto danni. Al momento non c’è corrente, fortunatamente l’hanno tolta in modo tempestivo, nella fase finale del terremoto”. Roy tenta di spiegare le condizioni della città. “Un macello", dice ancora. "Ho visto la città stanotte, la conosco piuttosto bene, ma ho fatto fatica ad orientarmi. Un paio di volte ho sbagliato strada talmente è irriconoscibile. C’era da mettersi le mani nei capelli, ad aver avuto la possibilità, ma dovevamo tenerci con grande fatica al telaio della porta". "Io ne ho visti parecchi di terremoti, ma questo è stato il peggiore: circolavano voci che fosse di magnitudo 9. Sono stati attimi di panico. Per fortuna casa mia non è stata molto danneggiata, ma la maggior parte della gente non dorme in casa, sta sulle terrazze. Tengono le auto in strada per evitare che si danneggino e per essere pronti a tagliare la corda”. La Svizzera manda 120 soccorritori a Sumatra La Svizzera invierà oggi 120 soccorritori sull'isola indonesiana di Sumatra colpita da un terremoto. Un team di sette esperti prenderà l'aereo in giornata per preparare l'intervento del rete di soccorso, ha indicato oggi a Berna Toni Frisch, capo del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA). Questa sera partiranno i soccorritori veri e propri: specialisti del dipartimento federale della difesa con 18 cani, medici e infermieri.Il video della tragedia

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