
L’unica cosa che al momento non viene richiesta dai terremotati del centro Italia, travolti dalla neve, sono i beni di prima necessità. Per il resto all’Aquila e dintorni c’è bisogno di tutto, soprattutto di braccia. Serve il sole che sciolga la neve e il ghiaccio. E come racconta a TeleTicino Franca Salvucci, impiegata presso l’istituto scolastico di Cascia, servono strade libere per facilitare i soccorsi e raggiungere gli ospedali.
Lei è uno dei contatti del gruppo di aiuto ai terremotati coordinato dal giornalista Mattia Sacchi. Gruppo che già lo scorso anno dopo il devastante terremoto nelle Marche organizzò - come altri ticinesi - una raccolta di materiale che superò di gran lunga le più rosee aspettative.
Questa volta la richiesta di beni non è ancora scattata. Quello che serve alle popolazioni colpite dal sisma è il ritorno alla normalità: che riaprano le scuole, che torni la fiducia dei turisti e il lavoro per gli artigiani che hanno perso le botteghe sotto le macerie. Soprattutto serve un po’ di serenità e di speranza. (ASCOLTA L'INTERVISTA NEL LINK)
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