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Centro diurno ATTE: «Con la canicola, un approccio diverso»
Redazione
8 ore fa
Continua la morsa del caldo, ieri la seconda notte tropicale in Ticino. Osservati speciali, in questo frangente, soprattutto gli anziani – «Facciamo attenzione a ogni piccolo segnale», spiegano i responsabili del Centro diurno ATTE di Lugano

Scattata giovedì, l'allerta canicola di grado tre in Ticino ci accompagnerà almeno fino alla serata di martedì e secondo Meteo Svizzera verrà probabilmente ancora prolungata. Notti tropicali, temperature ben oltre i trenta gradi e un tasso di umidità considerevole mettono alla prova chiunque, ma soprattutto le fasce più anziane della popolazione, per le quali strutture come i entri diurni di ATTE diventano essenziali ancora più che nel resto dell'anno. Siamo andati a fare un giro in quello di Lugano e a raccogliere alcune voci.

Fresco e buona compagnia

«Io vengo qua tutti i giorni», spiega un'anziana signora. «Mi trovo bene, si mangia bene. E per il caldo a casa sono organizzata, poi vengo qua, dove c'è un bel fresco. Poi una corsa e sono a casa». «Meno male che c'è questo posto», le fa eco un'altra anziana. «A casa purtroppo è caldo. Io vengo qui tutti i giorni da venticinque anni, abito a Breganzona e mi prendo due bus sia all'andata che al ritorno, però c'è un bel servizio di bus quindi funziona tutto bene». Una bella atmosfera riportata anche da una terza intervistata: «Si sta bene qua, poi troviamo amici, non siamo in solitudine che è molto importante. Ci vengo volentieri».

Un'attenzione maggiore

Erano una cinquantina oggi gli ospiti presenti al pranzo, qualcuno poi è tornato a casa, altri invece sono rimasti fino a sera tra chiacchiere e attività varie. Tutto sotto lo sguardo attento dei responsabili del Centro che in periodi delicati come questo intensificano ulteriormente l'attenzione anche a piccoli dettagli. «Sono dei giorni in cui noi dobbiamo prestare più attenzione rispetto ai giorni "normali"», spiega a tal proposito Lorenza Casoli, la coordinatrice del Centro diurno ATTE di Lugano. «I numeri delle persone che frequentano il nostro Centro diurno sono sempre numeri importanti, ma è proprio l'approccio, l'attenzione». Attenzione che si presta, ad esempio, «se le persone non arrivano al centro, oppure se vediamo gli ospiti arrivare e hanno cambiato il loro modo di porsi, li vediamo più affaticati, più sudati,... Se vediamo che in loro è cambiato qualcosa, ci deve scattare quel campanello d'allarme e dobbiamo avere un occhio di riguardo maggiore».

Ci si adegua al caldo

Un approccio diverso, dunque, anche per quanto riguarda l'offerta, prosegue Casoli. «Come si sa, la persona anziana fa un po' fatica a bere, per cui come arrivano li stimoliamo con l'acqua aromatizzata, i pranzi un po' più leggeri, anche se devo dire che i nostri anziani mangerebbero la polenta in pizzoccheri anche nel mese di luglio e di agosto. Abbiamo la cucina della Fondazione Sirio, che fa dei pranzi adeguati anche per queste giornate caldo». Anche per quanto riguarda le attività proposte ci si adatta: «Certo, non usciamo in giardino, anche se è bellissimo, restiamo invece all'interno dove abbiamo comunque l'ambiente climatizzato».