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Mendrisiotto
Centri asilanti, a rischio 40 posti di lavoro a Chiasso e a Pasture
Samuele Quadri
un giorno fa
Terremoto al Centro federale d'Asilo dopo il passaggio di gestione da AOZ a ORS. A rischio 40 posti di lavoro in Ticino e il contratto collettivo. Preoccupazione tra collaboratori e sindacati. Oggi l'Assemblea straordinaria: "Uniti in difesa dell'occupazione, delle condizioni di lavoro e della qualità del servizio", affermano le parti sociali.

Quaranta licenziamenti presso il Centro federale d’Asilo a Pasture e Chiasso. È lo scenario peggiore avanzato dal sindacato VPOD nell’ambito della riorganizzazione all’interno delle strutture. Quel che è certo è che dal primo gennaio 2027, il mandato federale del Centro d’asilo passerà da AOZ a ORS Service. Una situazione che preoccupa i sindacati che quest’oggi hanno organizzato un’assemblea straordinaria per discutere con il personale di AOZ Ticino. Personale che conta 120 dipendenti.

VPOD sul centro di Chiasso

L’eventualità dei 40 licenziamenti sarebbe la conseguenza diretta, secondo il cosegretario della VPOD Ticino Edoardo Cappelletti, della non riapertura del Centro di Chiasso. «È già stato prospettato che ORS non riuscirà ad assorbire l'integralità dei collaboratori di AOZ», ci dice. «È già stato paventato un ridimensionamento dell'occupazione. Qualora in particolare il centro di Chiasso non dovesse riaprire, si parla di addirittura una quarantina di dipendenti senza lavoro. Un'ipotesi assolutamente gravosa, pesante e irresponsabile, soprattutto in una regione come quella di Mendrisio e Chiasso».

La posizione di OCST

Preoccupazioni condivise anche da OCST che appoggia la causa. «Lo scopo di questa consultazione è in prima battuta ridurre al minimo il numero delle persone toccate da un'eventuale perdita del posto di lavoro: devono essere o ricollocate col nuovo datore di lavoro o ricollocate in altri ambiti tramite questa procedura», afferma il vice segretario regionale Nenad Jovanovic. Nel caso si dovesse arrivare allo scenario del licenziamento, che venga messo sul tavolo, un serio piano sociale che dia un po' di sostegno a queste persone che cercheranno una nuova occupazione».

...e sul CCL

Nessun collaboratore al momento ha deciso di non parlare. Quel che si può dire che la situazione genera timori tali da non prendere sonno la notte. Le rivendicazioni dei sindacati, però, non si limitano solo alla riduzione dei posti di lavoro, ma mettono in risalto anche la questione contrattuale. Attualmente, i dipendenti AOZ sono soggetti a un contratto collettivo di lavoro. Con il cambio al vertice, questa certezza viene a meno.«ORS non intende riprendere il contratto collettivo sottoscritto dal sindacato VPOD e questo comporterà un chiaro peggioramento delle condizioni di lavoro e uno smantellamento di quei diritti che il sindacato, con la commissione del personale, sono riusciti a ottenere a favore della collaboratrice e dei collaboratori», ricorda Cappelletti.

Dito puntato sul Consiglio federale

In tal senso l’Assemblea del personale, in attesa di approvazione, è in procinto di deliberare una risoluzione indirizzata al Coniglio di amministrazione di AOZ, di ORD, Alla segreteria di Stato della migrazione, al Consiglio di Stato e alla deputazione ticinese alle camere. Come detto, i temi caldi sono la difesa dell’occupazione, delle condizioni di lavoro e della qualità del servizio. Condizioni difficile da soddisfare con ORS, come afferma Cappelletti: «A monte c'è un forte problema, ovvero che il Consiglio Federale ha deciso di attribuire la commessa pubblica sulla base del criterio del minor prezzo. Non sono stati quindi inseriti criteri chiari e vincolanti sulla continuità occupazionale e sulle condizioni di lavoro e questo ha fatto sì che la decisione irresponsabile fosse quella di spostare il mandato da AOZ a ORS, che come anche sappiamo certamente non brilla ed è preoccupante per la sua condotta antisindacale». Al momento dunque poche certezze e tante preoccupazioni e da quel che si percepisce è una bomba pronta a scoppiare in un settore già sotto pressione delle tensioni geopolitiche.