
A pochi giorni dalla lettera inviata dal sindaco del comune di Rè Oreste Pastore al presidente italiano Sergio Mattarella per chiedere di tornare a presidiare il valico doganale di Camedo, anche Centovalli si muove nella stessa direzione.
Il Municipio diretto da Giorgio Pellanda ha infatti inviato una lettera alla consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ponendole la stessa richiesta già avanzata da parte italiana: il ripristino del valico doganale di Camedo.
Si tratta della seconda lettera dell'Esecutivo di Centovalli, che già nell'ottobre 2014 aveva scritto alla consigliera federale sul medesimo tema.
"Ci riferiamo alla nostra precedente istanza per il ripristino della dogana di Camedo con apertura controllata 24 ore su 24 e alla sua risposta che non ci ha soddisfatto ma che abbiamo comunque apprezzato perché tiene viva la problematica riguardante la sicurezza della nostra valle" scrive il Municipio. "In effetti ben venga un potenziamento degli effettivi per dei controlli di prossimità da parte delle guardie di Confine, tuttavia, a nostro giudizio ciò non può bastare."
"Per la dogana di Camedo, a differenza di altri valichi minori, in particolare del Mendrisiotto, non chiediamo la chiusura notturna perché l'alternativa rimarrebbe il valico di Brissago, ciò che penalizzerebbe l'utenza che dalle Centovalli e dal Locarnese vuole raggiungere il Vallese" prosegue l'Esecutivo. "Per contro, allineandoci alla recentissima richiesta del sindaco di Re (...) le chiediamo di attivarsi con l'autorità italiana, suggerendo, se del caso, una fattiva e concreta collaborazione gestionale della dogana tra Svizzera e Italia."
Il Municipio conclude auspicando che il problema del valico di Camedo possa essere risolto nel senso desiderato dalla popolazione, "al di là dei pur importanti aspetti finanziari, perché la sicurezza non ha prezzo."
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