
Il Vallese vuole aiutare il suo settore turistico in questa difficile stagione condizionata dal Covid-19. Per farlo ha deciso di lanciare l’azione Tourisme valaisan: un buono da 100 franchi che sarà distribuito a tutti coloro che soggiornano in Vallese per almeno due notti consecutive (quattro per gli appartamenti di vacanza e sette per i campeggi). Si parla di un buono per riservazione, non per persona. I soldi, si tratta di cinque tagliandi da 20 franchi, potranno poi essere spesi presso tutti i commerci che aderiscono all’operazione.
Negozi, cantine, impianti di risalita, scuole di sci
I buoni possono essere spesi praticamente ovunque. Si parla di centri commerciali, negozi, attrazioni turistiche, musei, ristoranti. A differenza di quanto fatto in Ticino, il governo vallesano ha pensato di riuscire con un solo progetto ad aiutare tutto ciò che gira attorno al settore turistico. Si potrà quindi pagare la lezione alla scuola di sci (l’operazione scadrà in dicembre) oppure il biglietto del teatro. Ma anche la stazione di risalita, così come il vino acquistato direttamente in cantina. I commerci che hanno deciso di aderire sono già 940.
Promozione del Cantone e dei suoi prodotti
Il governo vallesano ha spiegato, lanciando l’operazione, di avere scelto Tourisme valaisan per aiutare il settore in difficoltà, ma anche per “promuovere l’immagine del cantone e dei suoi prodotti”. Vuole anche essere, si legge, un “ringraziamento alle persone che scelgono il Vallese come destinazione per le proprie vacanze”. Ma a emergere è proprio la pluralità di settori che potranno beneficiare dei buoni. In tutto ne saranno distribuiti 100mila.
Vivi il tuo Ticino
Quella vallesana, come detto, è una strada differente rispetto a quella scelta dal Ticino. Da noi, infatti, la promozione è dedicata ai soli residenti. Inoltre i buoni consegnati da Vivi il tuo Ticino sono spendibili solo nella ristorazione e nel settore alberghiero (si parla di 25 franchi a persona per il ristorante e del 20% di sconto sul pernottamento). Differenti anche le cifre in campo, il Consiglio di Stato vallesano ha messo a disposizione 16 milioni di franchi, in Ticino è invece non è il Cantone ma BancaStato a pagare la fattura di 6,2 milioni.
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