
Il tragico evento aveva scosso l’intero Ticino. Era il pomeriggio del 21 agosto di 5 anni fa, e le immagini della motocicletta distrutta sulla pista dell’aeroporto di Lodrino avevano fatto il giro del web. Protagonisti - uno dei quali deceduto - due giovani centauri che si erano lanciati a tutta velocità sulla pista dell’aerodromo, gestita dalla Ruag. Deciso a fermarli, un impiegato si era messo alla guida di un furgoncino e lo aveva posteggiato proprio in mezzo alla pista, convinto che i due lo avrebbero notato per tempo e si sarebbero fermati. Ciò che tuttavia non avvenne: uno di loro, sì, riuscì a schivarlo, ma l’altro, un 20enne di Claro, si accorse troppo tardi del veicolo. La sua frenata non gli permise di evitare l’impatto, e il violento scontro (avvenuto a 80/90 chilometri orari) lo uccise sul colpo.
Il dramma approderà in aula, alle Correzionali, il prossimo 25 marzo. Lo ha riferito Radio3i. Alla sbarra il dipendente della Ruag, 38enne, accusato dal procuratore pubblico Nicola Respini di omicidio colposo e di esposizione a pericolo della vita altrui. Per il magistrato, che ha nel frattempo fatto cadere l’ipotesi di omicidio intenzionale inizialmente presa in considerazione, l’uomo ha chiare responsabilità nella morte del giovane. Colpe che il diretto interessato, difeso dall’avvocato Brenno Canevascini, ha invece sempre respinto con forza. La corte sarà presieduta dal giudice Mauro Ermani.
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