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Celio bacchetta l'ACSI: "Gambizzate la nostra iniziativa"
Celio bacchetta l'ACSI: "Gambizzate la nostra iniziativa"
Celio bacchetta l'ACSI: "Gambizzate la nostra iniziativa"
Redazione
9 anni fa
Il deputato critica l'associazione per aver preso posizione sull'iniziativa per le cure ospedaliere di prossimità, la cui raccolta firme è ancora in corso

Franco Celio, granconsigliere PLR e segretario dell'Associazione "Per gli ospedali di valle", replica all'ACSI, che oggi ha preso posizione sull'iniziativa "Per cure mediche e ospedaliere di prossimità", invitando a respingerla (vedi articolo suggerito). Iniziativa la cui raccolta firme è ancora in corso. Proprio per questo motivo, oltre che per le sue motivazioni, il deputato critica l'associazione. 

"L'ACSI (Associazione consumatrici della Svizzera italiana) si è sentita in dovere di invitare a non sostenere l'iniziativa popolare "Per cure mediche e ospedaliere di prossimità", per la quale è in corso - con ottimi risultati - la raccolta delle firme" esordisce in una nota Franco Celio.

"Contravvenendo a un accorgimento solitamente seguito da tutti gli avversari di qualunque iniziativa (quello di non parlarne durante la fase di raccolta, onde non pubblicizzare, neppure indirettamente una proposta sgradita), l'Acsi - atteggiandosi pure a rappresentante "dei diritti dei pazienti e degli assicurati", non si sa su mandato di chi - non sa rinunciare ad incensare "post mortem" la modifica della legge ospedaliera cantonale, respinta dai cittadini a larga maggioranza lo scorso 5 giugno" sottolinea Celio.

"E per consolarsi dello smacco subìto" prosegue il deputato PLR, "tenta ora di "gambizzare" la nostra iniziativa. A parole, riconosce bensì (citiamo) la necessità di disporre di cure di prossimità, ma si sente poi in dovere di negare la presenza ospedaliera a quelle che definisce, con una certa alterigia, le zone più discoste del cantone, di cui misconosce le necessità. E ciò confondendo allegramente cure ambulatoriali capillari ed efficienti con strutture acute e... interventi più tecnici. Il tutto senza minimamente considerare un altro aspetto basilare dell'iniziativa, ovvero quello di attuare finalmente anche nel nostro Cantone quanto stabilito dall'art. 117,a della Costituzione federale sulla formazione dei medici di famiglia".

"Se l'ACSI rappresentasse davvero gli interessi dei pazienti e degli assicurati" conclude Celio, "almeno per questo aspetto dovrebbe sostenere l'iniziativa senza "menare il can per l'aia". Quanto poi alla presenza degli ospedali nelle regioni "più discoste", da parte nostra continueremo a sostenerne l'esigenza, con o senza il permesso della sullodata associazione".

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