
Dal 2027 la deduzione fiscale forfettaria per chi soffre di celiachia scenderà da 2.500 a 1.500 franchi. Il Gruppo Celiachia della Svizzera italiana contesta la decisione: «I prodotti senza glutine comportano ancora spese aggiuntive importanti».
«Costano il 30-40% in più»
Per il Consiglio federale, la maggiore disponibilità di alternative alimentari ha contribuito a ridurre i costi di una dieta senza glutine. Una valutazione che, secondo la co-presidente del gruppo Jessica Jacomino, non rispecchia la spesa quotidiana: «Io oserei dire un 30-40%» in più per i prodotti senza glutine. In Ticino, stando alla stima citata nel servizio, circa una persona su cento è celiaca. La condizione può causare disturbi diversi: nei bambini anche problemi di crescita, negli adulti stanchezza, anemia e dolori.
Attenzione anche alle contaminazioni
E non si tratta solo di cibo. Non basta scegliere prodotti senza glutine: piccole quantità possono contaminare gli alimenti. In casa, per esempio, può essere necessario usare un tostapane separato per evitare il contatto con le briciole. Il glutine, inoltre, può trovarsi anche in prodotti insospettabili o in alcuni farmaci.
Mangiare fuori richiede organizzazione
La maggiore scelta nei supermercati, inoltre, non risolve tutte le difficoltà. La qualità, osserva Jacomino, non è sempre migliorata e fuori casa trovare un ristorante adatto può richiedere una pianificazione anticipata. «Non possiamo dire "finiamo l’intervista e andiamo a mangiare qualcosa"», spiega.
Il gruppo chiede a Berna di rivedere la riduzione e di riconoscere le esigenze legate alla malattia. Jacomino apre anche alla possibilità che una parte dei costi sia coperta dall’assicurazione malattia: «La celiachia è riconosciuta, la diagnosi è certificata. Perché no?».

