
"Cedere il LAC al fondo inglese? Alla fine ci avremmo perso". Si potrebbe riassumere così la lunga conferenza stampa del municipio di Lugano. Al centro della quale si è discusso di un tema d’attualità: il LAC. E del resto non avrebbe potuto essere altrimenti dopo le bordate del vice sindaco Giorgio Giudici che a mezzo stampa aveva accusato i colleghi di terrorismo finanziario, rei di non aver approfondito la proposta di un fondo. Investitori inglesi infatti avevano offerto 280 milioni per acquistare il LAC, per 99 anni duranti i quali il fondo avrebbe affittato il polo culturale alla città, che sarebbe tornato in mani pubbliche fra un secolo. Se la pace sia tornata a regnare nell’esecutivo non è dato sapere. È certo che gli approfondimenti sulla proposta del fondo sono stati fatti, le conclusioni sono quelle che abbiamo anticipato: il costo per la città sarebbe risultato parecchio superiore al guadagno. E del resto c’era da aspettarselo. Un fondo di investimento non fa beneficienza. Senza contare che 99 anni sono parecchi per poter fare previsioni se non certe quantomeno ragionevolmente attendibili. Da non dimenticare infine che la città finanzia il suo debito con un tasso molto buono. Decisamente più buono di quello proposto dal fondo. Ma non solo gli aspetti finanziari sono problematici, ce ne sono anche alcuni giuridici. Per esempio in assenza di concorso pubblico un’operazione di questo genere porgerebbe il fianco a ricorsi. Nell'incontro di oggi si è anche discusso di mense. E riguardo al tema non c'è stato nessun dietrofront da parte del municipio. A Lugano le mense scolastiche senza limite di reddito non entreranno in funzione. La decisione è scaturita dalla difficile situazione finanziaria della città. A parziale risposta delle obiezioni sollevate da PS e PPD, il sindaco ha fatto sapere che chi avesse motivi contingenti può scrivere al municipia e si cercherà una soluzione.
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