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Ticino
“C’è voglia di mare, ma il Ticino offre molto”
Redazione
5 anni fa
Intervista a 360° con il presidente di Ticino Turismo Angelo Trotta sull’estate che sta per arrivare e le strategie future: “Stiamo lavorando a una strategia Covid-exit”

Sono molti i turisti che in occasione della festività del Corpus Domini hanno deciso di godersi alcuni giorni in Ticino. Sarà così anche per l’estate? Che prospettive ci sono? E dopo gli ultimi allentamenti, l’Italia sarà un “competitor” agguerrito? Di tutto questo i colleghi di Teleticino ne hanno parlato con il presidente di Ticino Turismo Angelo Trotta.

Quanto è cambiato il suo lavoro nell’ultimo anno?
“In maniera assoluta. Il primo caso di coronavirus l’abbiamo avuto il 26 febbraio 2020 e tutto è cambiato. Ancora adesso non è esattamente com’era prima della pandemia”.

Si può dire che è stato un inizio da incubo per il turismo, ma poi la stagione estiva è andata bene...
“All’inizio - nei mesi di aprile, maggio, giugno - abbiamo preso moltissima paura quando lavoravamo con scenari a -80. Poi abbiamo fatto una task forse con il Cantone e in realtà abbiamo avuto un’estate eccellente, con anche settembre e ottobre con cifre da record. Dopo i Grigioni, siamo stati la regione con i migliori risultati in Svizzera. Quest’anno abbiamo iniziato di nuovo malissimo: a gennaio e febbraio era quasi tutto chiuso, poi abbiamo recuperato a marzo e aprile. Abbiamo paura che quest’estate o la prossima i turisti confederati si recheranno all’estero. Hanno tutti voglia di mare e spiaggia. Dopo aver aspettato un anno, ci sarà un forte afflusso di turismo all’estero. La vera scommessa sarà come far ritornare coloro che ci hanno scoperto l’anno scorso e coloro che ci conoscono da tanto tempo”.

L’Italia, con tutte le restrizioni per entrare, ha un po’ aiutato. Ora che ci sono maggiori allentamenti, si è già visto qualche cambiamento o cancellazione?
“Seguiamo giornalmente quello che sta succedendo da aprile. Qualche cancellazione c’è stata presso le nostre strutture alberghiere, ma il settore ancora tiene, abbiamo avuto ancora un ottimo maggio. Dobbiamo vedere come evolverà la situazione in luglio, agosto e settembre. Non possiamo comunque contare solo sulle difficoltà per entrare in Italia. Speriamo ugualmente che la nostra offerta turistica risulti attrattiva anche quest’estate”.

Anche il turista evolve in maniera veloce. Se dovessimo tracciare l’identikit del turista che seglie il Ticino, come lo possiamo tratteggiare?
“Oggi il nostro target è lo stesso: contiamo negli ultimi anni sempre di moltissimi confederati”.

Riusciremo a fare uno step successivo, con gente europea o internazionale?
“Nel periodo pre-Covid avevamo un 40% di turisti stranieri in Ticino, anche se dipende un po’ dalle regioni. Il 60% erano invece turisti elvetici. Prima del Covid avevamo messo in piedi una forte strategia di differenziazione del target per investire di più su mercati europei. Riapriremo gli investimenti su questi mercati: quest’anno apriremo già su quello tedesco, con Svizzera Turismo lavoreremo sugli altri”.

Rispetto alle sue idee quando ha iniziato, il suo sguardo ora dove è rivolto?
“Stiamo lavorano a una strategia Covid-exit, per rispondere alle sfide addizionali che ci ha causasto la pandemia. Ma stiamo anche finalizzando una nuova piattaforma strategica che abbiamo chiamato 2030, dove abbiamo individuato tutti gli assi strategici per i prossimi anni”.

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