
I promotori del referendum contro la riapertura della caccia ai cervi del Monte San Giorgio, approvata dal Gran Consiglio lo scorso giugno, hanno spiegato in conferenza stampa le ragioni della loro scelta presso l'Albergo Milano di Mendrisio. Un luogo simbolico in cui, proprio 10 anni fa, era partita l'iniziativa che aveva raccolto 15mila firme per l'abolizione dell'arte venatoria nel Mendrisiotto, la cui modifica legislativa era entrata in vigore nel 2008.
La deputata dei Verdi Tamara Merlo ha parlato di un problema di democrazia: "A soli 7 anni dalla modifica legislativa, il Parlamento ha fatto un passo indietro senza tenere conto della volontà popolare".
Dal canto suo Eugenio Zippilli ha contestato gli argomenti del rapporto di maggioranza, sostenendo che sul San Giorgio è possibile convivere con il cervo senza caccia.
Oltre ai Verdi, che hanno lanciato il referendum, presenti anche l'Associazione Amici dei camosci del Monte Generoso, ATRA, la SPALD, la SPAB.
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