
"In tutto il mondo un concorso equivale a una competizione, e chi ottiene la valutazione migliore prevale. In Ticino invece no."
A parlare è un docente 33enne di Varese, adirato a causa di una presunta ingiustizia che ritiene di aver subito.
L'aspirante frontaliere ha infatti vinto un concorso indetto dal DECS per l'insegnamento della musica nelle scuole superiori del Canton Ticino, ma il posto è stato assegnato alla seconda classificata, una ticinese, malgrado la stessa avesse ottenuto una valutazione peggiore.
Il 33enne, che oggi racconta la sua vicenda su InfoInsubria, ha quindi iniziato una battaglia legale contro il Cantone per cercare di riconquistare quanto ritiene di aver vinto sul campo, ossia la cattedra per l'insegnamento della musica in Ticino.
“Secondo loro (il DECS, n.d.r.) chi nomina il vincitore può deciderlo all’interno di una rosa di idonei e non scegliere il migliore" dichiara il docente varesino. "Giova però sottolineare come qualsiasi candidato in possesso dei requisiti posti nel bando è già idoneo all’insegnamento, mentre la giustificazione emersa non è presente da nessuna parte. Anzi. Nel Canton Ticino esiste una legge molto chiara sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti, che disciplina le assunzioni nel comparto della scuola. Si dispone senza mezzi termini che qualunque criterio preferenziale (da cui deriva la rivendicata discrezionalità dell’autorità di nomina) può valere solo e soltanto a parità di requisiti di idoneità tra due o più candidati”.
Parità di requisiti che in questo caso non esiste, visto che l'aspirante frontaliere è stato valutato con un "ottimo", mentre la sua rivale ticinese con un "buono".
“È davvero desolante leggere certe motivazioni da parte della autorità cantonali quando questi per primi, in qualità di professionisti nel settore dell’istruzione, sanno che una valutazione “sufficiente” non coincide con una valutazione “buona”, “molto buona” nè tantomeno “ottima”" aggiunge il 33enne. “In buona sintesi, secondo il DECS, i concorsi pubblici non hanno il compito di individuare i candidati più meritevoli, ma di offrire all’autorità di nomina la possibilità di esercitare il proprio apprezzamento, facendo prevalere, come nella fattispecie, i soli criteri preferenziali. Viene da sè che un candidato che non abbia frequentato le scuole in Svizzera, non abbia esperienza professionale in Svizzera, non conosca parimenti il territorio e la cultura svizzera, sarà sconfitto in partenza”.
"I cittadini ticinesi devono sapere che il personale della scuola pubblica viene assunto mediante procedure concorsuali in cui le Commissioni svolgono di fatto una funzione meramente consultiva, svuotando di significato il loro importante lavoro e mortificando al contempo l’operato degli esaminatori e i meriti dei candidati migliori” conclude l'uomo.
InfoInsubria ricorda che anche in Italia non di rado si verificano casi di concorsi non proprio cristallini.
Il direttore del DECS Manuele Bertoli, dal canto suo, si limita a replicare che essendo il caso tuttora sub judice, al momento è impossibile per lui prendere una posizione in merito.
A decidere, prima, devono essere i giudici.
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