
Naso che cola, mal di gola e febbre sono sintomi comuni a molti ticinesi in questi giorni. I casi di influenza a livello nazionale sono raddoppiati tra il 3 e il 12 dicembre, ha detto ieri l’Ufficio federale della sanità pubblica e tra i cantoni più colpiti c’è anche il Ticino. Il tasso di consultazione a livello svizzero è di 110 su 100'000 abitanti ed è più elevato nella fascia d'età tra i 5 e i 14 anni, e più basso in quella tra gli ultra 65enni. Ma come leggere questi dati? E qual è la reale situazione? Ticinonews lo ha chiesto a Christian Garzoni, direttore sanitario della Clinica Moncucco. “Siamo arrivati in un periodo invernale pre-Covid, quando ci si ammalava per i virus stagionali. Quest'anno c'è molta influenza, ed è partita in maniera molto rapida e precoce. Solitamente si registravano i primi casi durante il periodo di Natale, ma quest'anno il Ticino è stato il primo cantone in Svizzera in cui la curva è diventata epidemica", ha detto Garzoni. "Abbiamo tanti casi di influenza, tanti di Covid e tanti di altri virus, come l'RSV. Un cocktail che ha in parte riempito gli ospedali del Cantone".
Come facciamo a riconoscere l'influenza stagionale dal Covid? Oltre al tampone, c'è una sintomatologia diversa?
“No, è estremamente difficile. Forse il Covid tende a creare più mal di gola e meno dolori muscolari, ma è estremamente difficile distinguere i virus. Il concetto è uno: può trattarsi di influenza, coronavirus e RSV, quindi invito la popolare a sottoporsi a un tampone per escludere il Covid. Vale sempre la regola del buon senso: un ammalato non va a trovare una persona fragile perché tutti i virus possono portare al ricovero in ospedale. Va anche detto che c'è un disinteresse generale per il vaccino e questo fa pensare che ci saranno più casi di influenza rispetto al passato perché negli ultimi due anni il virus è circolato poco e quindi l'immunità di gruppo si è ridotta, ma staremo a vedere".
È possibile che i casi di Covid abbiano un decorso quasi più breve rispetto a quelli influenzali?
"È difficile generalizzare perché il coronavirus c'è chi lo fa asintomatico, chi leggero, chi perde l'olfatto e chi fa la febbre alta. La stessa cosa la si può dire per l'influenza. È molto difficile generalizzare perché è tutto soggettivo".
Tra i sintomi qualcuno accusa problemi gastrointestinali, a cosa sono legati?
"Esistono virus invernali che portano sintomi gastrointestinali, ma anche il Covid può causare questi problemi. Anche se lo faceva più spesso durante la prima ondata. Negli ospedali abbiamo la possibilità, tramite un tampone, di analizzare il tipo di virus. Questi esami costano 400 franchi, quindi difficilmente verranno proposti dal medico di famiglia, ma volendo una persona può sapere che virus ha contratto. Dal lato pratico, però, serve solo sapere se si tratta di Covid oppure no".
Ha detto che c'è un certo disinteresse nei confronti dei vaccini, perché?
"Difficile dirlo. La popolazione è sempre stata ambivalente: c'è amore e odio per i sieri. Lo stesso discorso vale per quello contro il Covid. Negli anni in cui c'era più timore di contrarre un'influenza più forte la popolazione si è vaccinata maggiormente, ma ora siamo tornati in una situazione di stallo dove la gente è stanca di sentire parlare di vaccini. C'è un po' di disinteresse".
A proposito di vaccini, se qualcuno all'ascolto stesse meditando di fronte a questa gara dell'influenza, è ancora in tempo o è passato il limite massimo?
"Non è mai troppo tardi per vaccinarsi. L'influenza circolerà almeno fino a marzo, quindi chi si vaccina oggi nel giro di qualche giorno avrà già una buona immunità. Vaccinatevi, siete ancora in tempo. La stessa cosa vale per il Covid perché circolerà anche durante l'inverno e chi non l'ha ancora fatto può ancora prenderlo".
Come si combatte quest'influenza? C'è qualche consiglio e ci sono anche dei sistemi per prevenire il contagio?
"La terapia per combattere questi virus invernali è quella asintomatica: paracetamolo, spray decongestionanti e qualcosa per la gola o per la tosse. Il vantaggio di quanto vissuto durante la pandemia è che quanto fatto aiuta a prevenire un po' tutti i virus, quindi distanza, disinfezione delle mani e mascherina. Inoltre ci sono alcuni studi che hanno dimostrato come un'attività fisica regolare riduca di molto la probabilità di ammalarsi. Un po' di sano sport fa sempre bene".

