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Ticino
C'è malumore fra i docenti
Redazione
12 anni fa
Il Movimento della Scuola torna a chiedere maggior coinvolgimento al DECS. "Noi insegnanti sempre meno professionisti liberi"

“Come associazione di insegnanti siamo preoccupati perché oggi fatichiamo a cogliere delle iniziative dipartimentali la necessaria apertura partecipativa, nonché un afflato culturale, un’aspirazione condivisa: elementi imprescindibili questi per un impegno rinnovamento.”

Che il rapporto con il DECS non fosse tutto rose e fiori era noto da tempo (vedi articolo correlato), ma oggi il Movimento della Scuola (MdS) ha voluto ribadire le sue preoccupazioni verso le via imboccata dal Dipartimento che nelle scorse settimane ha presentato una riforma per la scuola pubblica ticinese. Riforma, che non convince l’associazione di insegnate per il suo “innamoramento acritico e pervasivo per un approccio “per competenze” e più in generale l’infatuazione per una sorte di globalizzazione dei sistemi educativi, qual è quella attuale, promossa inizialmente dall’OCSE ed esportata in tutto l’occidente. In particolare, l’enfasi sulle dimensioni meta-disciplinari che finisce per svilire il contributo educativo dell’accesso ai saperi.”

“Ci pare che da parte delle autorità scolastiche vi sia una certa difficoltà a riconoscere l’effettivo aumento dei carichi di lavoro avvenuto nell’ultimo decennio.”

Al centro di tutto ci sarebbe la figura dell’insegnante, che per il MdS sta vieppiù perdendo il ruolo: “sempre più esecutore didattico e sempre meno professionista libero e persona di cultura.”

Infine, i docenti rivendicano una maggiore considerazione e coinvolgimento nel rapporto recentemente presentato dal DECS.

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