
Prosegue imperterrita la crociata del consigliere di Stato Claudio Zali contro i posteggi abusivi.
Oggi nel mirino del direttore del Territorio sono finiti alcuni stalli sul Monte Ceneri, i quali dopo la posa delle ormai note balaustre arancioni possono dire addio alla loro vocazione di accoglienza automobili.
E man mano che il repulisti avanza, cresce pure il consenso popolare per un'azione che finalmente infonde nei cittadini quel senso di determinazione che in politica, negli ultimi tempi, pareva latitare.
Bravo Zali, dicono in molti. Ma non tutti. Perché la sua azione sta generando anche malcontento.
Non solo tra coloro che si sono visti cancellare di colpo l'abituale posteggio, ma anche tra alcuni imprenditori. Non sfruttatori di frontalieri, precisiamo, ma semplici imprenditori.
Tra questi vi è la famiglia Bordogna, che da decenni gestisce il noto ristorante di Capo San Martino.
“Non abbiamo nulla contro la strategia dell’onorevole Zali” precisa Patrizia Bordogna, “però a noi l’eliminazione dei parcheggi sta creando non pochi problemi.”
Da sempre, da quando il locale era ancora un night, le auto si sono affollate attorno a Capo San Martino. “Una volta era molto peggio, si mettevano sulle scarpate, ovunque… Poi abbiamo introdotto dei servizi navetta, andando a prendere i clienti in centro città, e da allora la situazione era migliorata.”
Restavano comunque, fino a un mesetto fa, quei posteggi lungo la strada cantonale. Sostituiti ora da ingombranti e, diciamolo, inestetiche balaustre.
“Quei posteggi, è vero, erano occupati in buona parte da nostri dipendenti” ammette Patrizia Bordogna. “Che se sono frontalieri o svizzeri non conta, visto che abbiamo un contratto collettivo e paghiamo tutti alla stessa maniera“.
“Devo però sottolineare come qui, a differenza di altri luoghi, non abbiamo nessuna alternativa. Non abbiamo mezzi pubblici, non c’è un marciapiede per raggiungerci a piedi… Sia i nostri dipendenti che i clienti devono per forza raggiungerci in automobile.”
Il ristorante ha quindi introdotto una navetta anche per il personale. “Ma per noi non è facile organizzare le trasferte per il personale, perché non abbiamo gli orari di fabbrica. I nostri ragazzi iniziano e finiscono a mille orari diversi, è difficile coordinarli tutti.”
“Invece i clienti che arrivano e non trovano più parcheggio, quelli sono persi” aggiunge Bordogna.
Per di più spesso i nostri posteggi sono occupati da turisti, escursionisti o semplicemente gente che si ferma per scattare fotografie. L’altra notte ho pure trovato dei turisti che vi dormivano. Non avendo altre possibilità dove posteggiare, tutti vengono sul nostro piazzale. E noi non possiamo mica stare lì tutto il giorno a fare le sentinelle e ricordare che si tratta di un parcheggio riservato per il ristorante. D’altronde si tratta dell’unica area di sosta lungo la panoramica strada di Capo San Martino, è normale che la gente si fermi qua.”
Bordogna non è polemica, anzi. Capisce le esigenze di tutti, ma vorrebbe trovare una soluzione per mitigare gli effetti negativi che il ristorante sta vivendo in seguito alla chiusura dei posteggi abusivi. “Abbiamo scritto all’onorevole Zali per chiedere di cederci quei posteggi, ovviamente pagando un affitto. Noi ne abbiamo assolutamente bisogno perché, ripeto, non abbiamo nessuna alternativa.”
AS
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