
Dopo un anno da Primo cittadino, Jürg Stahl (UDC/ZH) ritrova un posto in Parlamento. Nella giornata di ieri, prima che incominciassero le operazioni di voto per l'elezione del nuovo presidente del Consiglio nazionale, il democentrista zurighese ha tenuto come da tradizione un discorso di congedo. Il nuovo presidente è Dominique de Buman (PPD), eletto con 160 voti su 179 schede valide. Come consuetudine, la Camera ha poi proceduto all'elezione dei due vicepresidenti per il periodo 2017-2018: la prima vicepresidente sarà Marina Carobbio (PS), la seconda Isabelle Moret (PLR).
"Sotto la mia presidenza", ha dichiarato Stahl, "il Parlamento ha tenuto 278 ore di dibattiti e preso 974 decisioni". Dopo aver ricordato i punti salienti del suo mandato, tra cui la lettura della lettera di dimissioni di Didier Burkhalter dal Consiglio federale, il democentrista zurighese ha pure sottolineato - con una punta di ironia - "di essere riuscito, dopo corsi particolari e intensivi, a pronunciare correttamente il nome del nuovo consigliere federale Ignazio Cassis..." Stahl ha poi concluso il suo discorso ringraziando tutti coloro che si adoperano ogni giorno per la sicurezza, l'indipendenza, la libertà e il benessere del Paese, tutti i parlamentari per la collaborazione e augurando ogni bene al futuro della Confederazione.
Karin Keller-Sutter quarta presidente donna alla presidenza del Consiglio degli Stati
Con l'elezione della "senatrice" sangallese PLR Karin Keller-Sutter alla presidenza del Consiglio degli Stati, sono quattro le donne che hanno ricoperto finora questa carica dalla fondazione dello Stato federale nel 1848.
Eletta al Consiglio degli Stati nel 2011, Keller-Sutter si è fatta un nome per la conoscenza approfondita dei dossier, tanto che si parla di lei da anni come di una candidata ideale per il Consiglio federale.. La sangallese figura tra i favoriti per la successione del consigliere federale Johann Schneider-Ammann che dovrebbe lasciare nel 2019.
Per Keller-Sutter, qualora questo "sogno" si avverasse, si tratterebbe di una rivincita dopo la smacco subito nel 2010, quando l'Assembla federale le preferì al dimissionario Hans-Rudolf Merz proprio l'imprenditore bernese. Al momento, la diretta interessata preferisce mantenere un profilo basso, per lanciarsi eventualmente nella corsa ad un seggio governativo solo qualora possa contare su un largo appoggio.
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