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Ticino
C'è di nuovo posta per Zali
Redazione
12 anni fa
Scoppia la polemica a Comano per un'antenna di telefonia comparsa negli scorsi giorni. "Swisscom ci ha ingannati!"

Una nuova antenna di telefonia mobile è finita nel mirino delle contestazioni dei cittadini. Un'antenna comparsa in sordina, durante le vacanze estive, sul tetto dell'edificio della RSI a Comano.

Gli abitanti della zona denominata “Campagna” di Comano ed i confinanti abitanti di Cureglia, rientrati dalle ferie estive, si sono ritrovati una bella antenna di telefonia mobile di ultima generazione 4G, edificata a 50 metri di distanza dalle loro abitazioni, proprio sul tetto della RSI.

Non sapendo cosa stesse succedendo, gli abitanti si sono rivolti al locale ufficio tecnico, il quale li ha informati che l’antenna di telefonia mobile era stata autorizzata con licenza edilizia del 24.09.2013, previa notifica ai confinanti.

Dopo aver visionato l’allora avviso di pubblicazione, con sgomento e rabbia, gli stessi si sono sentiti ingannati da una terminologia inusuale dell’operatore, che ha scritto al punto – Genere di opera: antenna per la diffusione di segnali di radiocomunicazione mobile, contrariamente a quanto fatto sino ad ora dagli operatori stessi, che hanno sempre scritto “Antenna/e di telefonia mobile”.

Chiaramente, a suo tempo, gli abitanti interessati, leggendo sull’avviso “radiocomunicazioni”, credettero di essere confrontati con degli aggiornamenti affini alla RSI, e di conseguenza, non fecero nessuna opposizione.

A questo punto, gli stessi sentendosi ingannati da Swisscom, lesi nei propri diritti, con uno scritto, chiedono al Consigliere di Stato Claudio Zali, considerando il “modus operandi” dell’operatore, d’invalidare la licenza edilizia.

Il gruppo di abitanti di Comano e Cureglia ribadiscono che i nuovi studi "hanno sottolineato la tossicità delle onde elettromagnetiche emesse dalle antenne di telefonia mobile, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classato le stesse in categoria 2B (potenzialmente cancerogene)." Per questo auspicano che la recente petizione cantonale abbia buon fine, "e cioè quello di reintrodurre l’art 5 della RORNI (Regolamento di applicazione dell’Ordinanza federale sulla protezione da radiazioni non ionizzanti), con inasprimento e conseguente protezione delle zone sensibili (zone residenziali, asili ecc.)."

Il gruppo chiede pure l’introduzione di un coordinamento cantonale, volto a razionalizzare l’edificazione di queste antenne, "che sempre più sono utili unicamente al portafoglio degli operatori, siccome non parliamo più di copertura necessaria per l’utilità pubblica."

Infine il Gruppo di Comano/Cureglia si dice offeso dalle recenti dichiarazioni del portavoce di Swisscom (Mauro Regusci), che ha paragonato le onde elettromagnetiche di un’antenna ad un caffè. Il gruppo sottolinea di non essere assolutamente contrario alle antenne, ma di chiedere unicamente, come anche tutti gli altri gruppi sorti nel Cantone, rispetto per la salute dei cittadini, ed in primi dei bambini, "cosa di cui Swisscom non si cura assolutamente".

"Ne è la prova" prosegue il gruppo, "che i valori attuali di emissione delle antenne 6 V/m, sono ben 10 volte superiori a quanto richiesto dal Consiglio d’Europa con risoluzione no. 1815 del 27 maggio 2011, con la quale vengono richieste immediate soluzioni aventi quali obbiettivi: effetti meno nocivi per l’ambiente e sulla popolazione. Al capoverso 8.2.1 di tale risoluzione viene raccomandato di fissare un tetto massimo di 0,6 V/m: quello attualmente autorizzato in Svizzera è 10 volte superiore. Ci troviamo ancora dinnanzi ad un allarmismo? Non pensiamo proprio!....chissà come mai per il caffè non sono state chieste delle simili soluzioni?"

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