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Ticino
"C'è chi mi ha pregato di non candidarmi"
Redazione
12 anni fa
Acclamato dal Comitato cantonale, Michele Bertini spiega i motivi della sua scelta ed illustra gli obiettivi della campagna. "Mettiamo il lavoro al centro!"

È una sala gremita ben oltre le aspettative quella che ha accolto il Comitato cantonale straordinario indetto dal PLR per mettere fine alla difficile fase che ha seguito il ritiro dalla corsa elettorale del comandante delle Guardie di confine Mauro Antonini.

E grazie alla notizia del giorno prima, non vi è stato alcun momento di tensione, bensì unicamente sorrisi ed abbracci come non se ne vedevano da tempo.

Tutto merito di Michele Bertini, la cui candidatura sembra mettere davvero tutti d'accordo.

Lui, che inizialmente sembrava voler dare la priorità alla sua carica di municipale in quel di Lugano, ha spiegato tra l'entusiasmo generale i motivi che l'hanno indotto a ripensarci. Oltre a lanciare la propria campagna promettendo il massimo impegno per contribuire al successo del partito.

"Come sapete la decisione di dare la mia disponibilità è stata un po’ combattuta" ha esordito Bertini. "In un primo momento anch’io mi sono sentito troppo giovane (avrò trent’anni fra nove mesi!) e inesperto (sono in Municipio a Lugano da 14 mesi!), mi è sembrato troppo presto per ambire a un posto sulla lista per l’elezione del Consiglio di Stato. Poi, le sollecitazioni di stimate personalità del partito, della dirigenza, l’accordo e l’incoraggiamento ricevuto da Giovanna Viscardi e Roberto Badaracco (dalla mia sezione!) hanno spostato la mia valutazione sullo spirito di servizio verso il partito, verso il paese. La passione per la politica, il bene che voglio al Ticino, ai ticinesi, al partito che ho scelto, mi hanno convinto ad accettare questa candidatura nell’ottica di contribuire al risultato cantonale del partito."

"È vero, la mia candidatura poggia su una recentissima elezione nel Municipio di Lugano" ha proseguito il candidato al Consiglio di Stato. "Sono subentrato a Giorgio Giudici poco più di un anno fa. Sto facendo un’esperienza intensa nell’Esecutivo della mia città natale, un’esperienza che mi appassiona e mi gratifica. Per mia natura non sono un arrivista, però credo in quello che faccio!"

"Se lo vorrete, mi impegnerò in questa campagna per contribuire al successo elettorale del partito cantonale" ha detto ancora Bertini. "Sono pronto a fare squadra con Christian, Alex, Natalia e Nicola per convincere i Ticinesi a riportare in Governo due liberali radicali, per avere quella forza politica e progettuale che ha contraddistinto la storia del Cantone, una storia di progresso civile."

"Una campagna che dovrà essere di condivisione di un obiettivo – riportare due plr nell’esecutivo cantonale – e non una campagna di contrapposizione interna" ha sottolineato. "Saranno gli elettori a decidere. A loro chiederemo tutti noi, insieme, di scegliere una linea politica con una visione per il Ticino del futuro."

"Voglio contribuire a rendere possibile la visione liberale radicale per il Ticino del futuro" ha aggiunto Bertini.

"Devo dirvi molto schiettamente" ha poi ammesso, "che molte persone mi hanno pregato di non candidarmi per dare continuità al mio impegno a Lugano. Desidero chiedere loro di comprendere che in questo momento il partito cantonale, ha bisogno della forza elettorale del Luganese e di compattezza. Mi sono messo a disposizione in questa ottica. Decidere, non è stato facile. Ho dovuto ponderare ragioni personali e professionali, mettere in campo le responsabilità politiche a Lugano e il senso del dovere verso una “chiamata” cantonale per dare vigore al progetto di rinnovamento del PLR. Ho risposto: ci sono!"

Poi, dopo aver illustrato i retroscena che hanno portato alla sua candidatura, Michele Bertini ha subito iniziato la campagna elettorale. "Che cosa significa per me rinnovamento?" ha affermato. "Non vuol dire fare tabula rasa del passato! Anzi, dal passato abbiamo da imparare e dobbiamo essere grati ai suoi protagonisti per quello che ci hanno insegnato e potranno ancora insegnarci. Non smettere di riaffermare i valori della democrazia - libertà, responsabilità, giustizia e solidarietà – e affermarne dei nuovi, come sostenibilità. Avere una visione politica e la capacità di creare il consenso per attuarla. Avere quella flessibilità necessaria per cogliere le opportunità anche nei momenti di crisi, per unire e integrare, non per dividere ed escludere. Rinnovare senza cedere alle tentazioni populiste e arroganti per essere ascoltati. Rinnovare non esclude di continuare a fare politica con responsabilità e rispetto verso le Istituzioni, la cittadinanza, le risorse pubbliche (in primis le finanze)."

"Un altro elemento forte che mi ha convinto a dare la mia disponibilità è il programma di legislatura: una visione aperta suscettibile di raccogliere consensi anche fuori dal partito, delle misure concrete!" ha esclamato Bertini. "Dobbiamo giocare bene e tutti insieme questa carta! Divulgare il nostro programma in modo capillare, senza farci intrappolare da dibattiti sterili, vocianti e litigiosi, irrispettosi e denigratori, privi di contenuti e di progettualità. Convincere i senza partito, conquistare nuovi consensi. Riconquistare i liberali-radicali scontenti e delusi. Superare le contrapposizioni interne e quelle campanilistiche."

"Nel PLR, nel suo programma di legislatura, c’è spazio e attenzione per tutti, perché siamo interclassisti e credo che se perdiamo questo carattere distintivo avremo i giorni contati" ha detto ancora il candidato luganese. "Ci preoccupiamo delle condizioni quadro dell’economia ma non trascuriamo di impegnarci per l’occupazione e per l’integrazione professionale e sociale. Abbiamo progetti per le città e i centri urbani e crediamo nel valore delle valli… abbiamo a cuore la formazione, la sicurezza, la qualità di vita, mettiamo il lavoro dei Ticinesi al centro dello sviluppo cantonale. Abbiamo un solido progetto politico e siamo stati capaci di esprimerlo in modo comprensibile."

"Per questi obiettivi, per il Paese, per il partito: io ci sono" ha concluso Bertini, tra gli applausi generali.

Ora la corsa del PLR è definitivamente lanciata, dritta verso l'obiettivo.

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