
Prosegue nel massimo riserbo l'inchiesta, coordinata dalla procuratrice pubblica Marisa Alfier, in merito alla rapina alla gioielleria Tettamanti di Ascona, avvenuta nel primo pomeriggio di martedì.
Una rapina messa in atto con la stessa modalità di quella a un'altra gioielleria di Ascona, la Zenger, colpita l'ultima volta nel novembre scorso.
In entrambi i casi i rapinatori, verosimilmente professionisti consumati facenti parte di una banda organizzata proveniente da lontano, hanno utilizzato la bicicletta quale mezzo di fuga nella zona pedonale del Borgo. Biciclette rubate nelle vicinanze e poi abbandonate pochi minuti dopo il colpo.
Già nel caso della rapina alla Zenger la Polizia aveva pubblicato le fotografie dei rapinatori, immortalati dalle videocamere di sorveglianza. Ma in quell'occasione nessuno aveva chiamato in Polizia per fornire indicazioni utili o quant'altro. E i rapinatori, a distanza di mesi, non sono ancora stati identificati.
In questo ultimo caso, invece, la pubblicazione delle foto sembra avere avuto maggiore successo. A poche ore dalla loro divulgazione, sono già giunte in Polizia alcune telefonate di cittadini che sostengono di aver riconosciuto i rapinatori.
Tutti gli elementi forniti da questi cittadini sono ora al vaglio degli inquirenti. Che stanno lavorando alacremente per risalire agli autori del colpo ma che per ora preferiscono mantenere la massima segretezza sullo svolgimento dell'inchiesta.
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