
Non sono mancate soprese oggi in aula del Gran Consiglio quando si è trattato di rinnovare il CdA dell'Ente Ospedaliero cantonale. Il presidente in carica Paolo Sanvido, così come Andrea Bersani (proposto in sostituzione di Edy Dell’Ambrogio, che non ha sollecitato un nuovo mandato) non hanno ottenuto la maggioranza assoluta per essere eletti al primo turno. Il leghista Sanvido ha raggiunto solo 39 voti su 84 schede distribuite, Bersani (PLR) ancora meno: 35. È dunque stata necessaria una seconda votazione, che ha quindi sancito la loro elezione, seppur in termini tutt'altro che brillanti: sulle 82 schede rientrate (84 quelle distribuite) 44 erano bianche. Sanvido ha totalizzato 31 voti, mentre Bersani 27.
Un chiaro messaggio politico, soprattutto nei confronti del presidente, che rimane comunque nel CdA dell’Ente, non essendo stato presentato alcun candidato a contrastare la sua rielezione, e non essendo necessaria la maggioranza assoluta al secondo turno. A pesare sulla sua rielezione la vertenza tra l'Ente Ospedaliero e il Cardiocentro.
Confermati per contro al primo turno gli altri membri uscenti dell'EOC, quali Valeria Canova Masina, Luca Crivelli, Roberto Malacrida e Luigi Mariani. Avallata inoltre la presenza del Consigliere di Stato Raffaele De Rosa, con 72 voti su 84 schede distribuite.
A inizio seduta l'MPS aveva chiesto il rinvio della trattanda, ritenendo il CdA proposto inadeguato rispetto alle esigenze di competenza e di sostegno al servizio pubblico. Proposta che però è stata bocciata - con 39 voti a 31 e 8 astensioni - dal plenum. Alla luce dei numeri, il movimento ritiene che Sanvido e Bersani "dovrebbero, se ancora hanno una minimo di dignità politica, rinunciare a questa elezione. E un pensiero simile dovrebbero fare tutti gli altri membri rieletti del CdA".
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