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Le reazioni
CdA AIL, Ferrara: «C’è sorpresa e anche un certo sgomento»
© Chiara Zocchetti
© Chiara Zocchetti
Le remunerazioni dei primi sei mesi dell'anno scuotono la politica luganese, da anni al lavoro sul tema della gestione delle società partecipate. E c'è chi tuona: «Via la politica dai CdA».

Chi parla di importi ragguardevoli, chi estende la questione a un problema di governance, chi ricorda che alcune competenze vanno equamente retribuite. La notizia degli emolumenti del CdA con nomine partitiche delle AIL, di cui vi abbiamo riferito ieri, non lascia indifferente la politica luganese, da anni al lavoro sul tema della gestione delle società partecipate. Tante le domande poste al Municipio rimaste finora senza risposta, spiega Natalia Ferrara del PLR, che presiede la commissione e commenta: «Molti luganesi mi hanno contattata dopo aver sentito le cifre, c'è sorpresa e anche un certo sgomento». Somme che per Ferrara significano una cosa: «Qualcosa su questi importi non mi è chiaro. Il CdA è chiamato a fare una valutazione finanziaria, del rischio, non a svolgere compiti operativi del management, scelto dal CdA per farlo». Il tema è pronto ad approdare in consiglio comunale con due rapporti ma, per problemi giuridici, il Municipio non lo ha messo a calendario già in ottobre. 

Per la Lega, nessuno scandalo

Non la pensa affatto così né sugli importi, né sui compiti, il consigliere comunale leghista Andrea Sanvido: «A me la cosa non fa venire il mal di pancia. Il CdA di AIL richiede competenze che vanno equamente remunerate. Ricordo che l’azienda ridistribuisce sul territorio un grandissimo contributo a favore dello sport e della cultura».

PS, Centro e Udc: «Cifre da approfondire»

«Le responsabilità di un CdA vanno riconosciute e adeguatamente remunerate», premette anche il democentrista Alain Bühler; che, tuttavia, puntualizza: «Quando alcuni compensi arrivano a superare quelli del Sindaco di Lugano, è legittimo chiedersi se le proporzioni siano ancora giustificate. Il punto più grave però è un altro: da anni il Consiglio comunale chiede chiarezza su questi compensi senza ottenerla. In una società pubblica la trasparenza non dovrebbe dipendere dal lavoro dei giornalisti, dovrebbe essere la regola». Va oltre le cifre la copresidente del PS luganese Tessa Prati: «Il lavoro, e le competenze, vanno remunerati in modo ponderato all'impegno e al tempo messo a disposizione. Solo di fronte ai numeri, questa relazione non è leggibile. Il PS auspica che si tratti di giornate intere e di presenza costante e non di riunioni con aperitivo». Detto degli emolumenti, continua Prati, «Il tema vero è come e perché si viene scelti e nominati».

«Di fronte alle cifre emerse, è difficile rimanere indifferenti», commenta poi il capogruppo del Centro Lorenzo Beretta Piccoli, sottolineando anche lui: «Per avere un quadro completo della situazione, sarebbe importante capire quale sia stato l’impegno in termini di tempo e se siano legati a circostanze particolari». Auspicato anche un confronto tra aziende per verificare se «queste remunerazioni siano in linea con gli standard di mercato».

Mirante: «Via la politica dai CdA»

Per Amalia Mirante di Avanti con Ticino&Lavoro la risposta sulle nomine è già chiara: nessun politico dovrebbe sedere nei CdA. «Sono dati che confermano quello che tutti immaginavano e temevano: ci sono posizioni molto ben retribuite che vanno a beneficio sempre ai soliti membri di partito», tuona. E specifica: «Il lavoro deve essere retribuito il giusto, ma parliamo di un'azienda interamente pubblica la cui attività principale si svolge in monopolio».