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Ticino
Ccl sotto il minimo, risponde Gargantini
Marco Jäggli
5 anni fa
Il segretario di Unia rifiuta le accuse di aver eluso il salario minimo con un contratto collettivo di lavoro: “Il contratto esiste da 40 anni, si tratta di un adeguamento per portare il salario ai livelli minimi. E va considerata la tredicesima”

Nell’ultima settimana è esplosa la questione del tentativo di TiSin e di alcune aziende di eludere l’introduzione del salario minimo fissando contratti collettivi di lavoro inferiori alla soglia stabilità dal Gran Consiglio. Secondo quanto riportato da LiberaTv però la questione non riguarda solo Tisin: anche Unia come Ocst, hanno firmato un contratto collettivo inferiore al salario minimo con Ticinomoda dopo l’approvazione del Gran Consiglio del novembre 2020, più precisamente il 28 gennaio 2021. Nel documento compaiono salari progressivi che partono dai 15,20 franchi l’ora nel 2021 fino ai 18,23 nel 2026. Ticinonews ha intervistato il segretario cantonale di Unia, Giangiorgio Gargantini, per chiedergli: il problema riguarda anche voi? “Assolutamente no, contesto integralmente quanto detto”, dichiara Gargantini, “si tratta dell’ennesima bufala. Non si tratta di un contratto appena firmato ma di uno che esiste da quasi 40 anni e che prevedeva salari minimi più bassi rispetto a quelli stabiliti dal minimo legale. Proprio per questo i sindacati hanno sottoscritto un accordo salariale con Ticinomoda, che è quello pubblicato oggi da TiSin, che aumenta i salari per portarli al livello del salario minimo”.

Questione di tredicesima
Secondo Gargantini dunque “l’accordo è stato firmato nel 2020 ed è un addendum a un contratto che esiste da decenni”, inoltre “i salari orari qui presenti vanno calcolati per 13 mensilità”, dunque, per quanto riguarda il salario per il 2026 di 18,23 franchi l’ora, “dividendo per 12 e moltiplicando per 13 si vede che si arriverà al salario minimo in vigore dal 2025, ovvero di 19,75 franchi all’ora”. Quindi “come detto da subito, abbiamo contratti collettivi con salari più bassi da oggi, e per quello ci siamo impegnati a portarli al livello del salario minimo”. Va comunque detto che il contratto è stato sottoscritto il 28 gennaio 2021... “Non ho le date, non sono in ufficio in questo momento, ma come già detto questo contratto collettivo esiste da almeno 40 anni. Questo è un accordo raggiunto in quella data per aumentare i salari in maniera scalare”.

“Tutti i contratti sono a livello o saranno a livello”
Avete sottoscritto anche altri contratti di questo tipo, da gennaio ad oggi? “Di nuovo, non è un contratto sottoscritto a gennaio, è un accordo salariale che migliora le condizioni di un contratto esistente da decenni. Ma per quanto ci riguarda no, non abbiamo sottoscritto altri contratti, quelli che già esistevano o avevano già salari più alti del salario minimo o sono stati portati a livello del salario minimo”, risponde Gargantini, e conclude: “dal momento in cui il popolo ha definito il livello del salario minimo legale non abbiamo più contratti che non sono a questo livello o che non hanno un accordo per arrivare domani al livello del salario minimo legale. Questo lo abbiamo garantito ed è quanto abbiamo fatto”.

“TiSin non è un sindacato, dunque non è un Ccl”
Per quanto riguarda invece la questione TiSin, secondo Gargantini il modo più semplice per uscire dalla situazione “sarebbe constatare che non stiamo parlando di un contratto collettivo perché non c’è un sindacato ma un’organizzazione del lavoro che firma un regolamento che sicuramente non è un contratto collettivo. Quindi la legge non è rispettata. Questa sarebbe sicuramente la soluzione più semplice ma su questo ci sono giuristi e persone più competenti di me che stanno riflettendo”.

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