
160 franchi di aumento generalizzato diviso su due anni (80 nel 2019, e altri 80 nel 2020) e prepensionamento anticipato a 60 anni, garantito con un aumento del contributo versato dai lavoratori. Il nuovo contratto nazionale mantello per il settore dell’edilizia principale è stato raggiunto questa mattina a Zurigo, dalle parti sociali, al termine di un estenuante trattativa durata 14 mesi e oltre 20 round negoziali.
Una compromesso per nulla faciale, ha commentato il presidente nazionale degli impresari costruttori Gian-Luca Lardi, raggiunto dai colleghi di TeleTicino. Il pensionamento è stato salvato con un aumento del contributo versato dai lavoratori a sua volta compensato da un aumento salariale. Sulla falsariga il commento dei sindacati, che comunque si dicono soddisfatti.
L’accordo raggiunto ora dovrà essere ratificato dalle rispettive assemblee. Difficile immaginare colpi di scena a poche settimane dalla scadenza del contratto in vigore. Anche se a livello regionale l’aumento salariale di 160 franchi viene osservato con qualche preoccupazione dagli impresari ticinesi.
Di qui l’importanza dei controlli sui cantieri, ha commentato Dario Cadenazzi di UNIA. Per evitare insomma che l’aumento salariale non si traduca poi in nuovi abusi.
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